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BIOORAPHIA P. JOANNIS A FANO 299 gagliarde ragioni ne persuadere e dissuadere, quella vehemenza nel riprendere, quello essagerare contra i Vitij, que) percuotere i petti e gl' animi de peccatori, quello martellar · loro il core, quello abbissarli, quel somergerli nell' inferno, quello aggrandire le vertu', quello inani- 5 ruare ogn' uno a seguirle, e quello alzare i buoni al paradiso ; non e penna che scrivere, né aneo lingua che dire il potesse. O quanti sepolti ne peccati, mortl e pieni di lezzo, tornaro per le sue predica- tioni a miglior vita, porgendo di se stessi al mondo odore 11 soavisslmo. 11 1. 136r Quan.ti leprosl di lepra contagiosa all'anima furono mondati? Quanti · 10 ciechi nella via di Dio furono. illumlnati? Quantl zoppi et attratti che nel bel camino che '1 Figliuol di Dio n' ha insegnato movere non si potevano, furono rldottl a sanlta perfetta ? Quantl da febre ardentis– sime di mille mlgliaia di errori arsi e consumati, tornarono liberi da quello ardore ad essere sanlssimi? Innumerabili furono queste sorti . 15 di miracoli, che Dio fece per mezo di questo huomo veramente santo. Solo questo poco per conto delle predicationi voglio fare che si senta di lui : egli havea questa parte, che con un celino delle sue · parole·, nel maggior colmo del pianto, havria rallegrato tutto il popolo ; cosi per lo contrario, nel mezo del riso, havrebbe fatto spargere di 20 dolore lagrime abbondantissime. Se volea porgere speranza della ·sa– lute, era tanto gagllardo i1 suo dire, che harebbe dato speme, non voglio dire a demoni, ma ad un'altro condannato per le sue colpe ali' inferno ; cosi al contrario, predicando della giustitia di Dio, con voce terribile e con un terrore cosi fatto la manifestava, che non era 25 huomo, per sántissimo che fusse stato, che non gli havesse aperto l' inferno, e datoll timore di cadervi dentro. E con questi bei modi havea aneo accompagnata una belllssima presenza, veramente da gen– til' huomo, com'egli era. Havea parlmente una buona, chiara, dolce e soave voce, eccetto quando voleva atterrire, la mostrava accerba, ter- . 30 ribile e paventosa ; 11 una pronontia dispedita senza intoppi ed una 11 1. 136v lingua commune da tutti intesa e a tutti grata, senza affettatione al- cuna. Non era cosa che, predicando, si ponesse a voler fare che egli non .facesse. O guante riforme di vestimenta di donne e di huomini egli fece I Venetia il sa, havendo predicato in lei, e vi fu cosi grato, 1 nel, W, L 8 odori soavisslmi, N 14 sanisslml] santlsslmi, W, N 30 pronuncia, L 30 espedlla, N 31 affettatlone] affecione, N

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