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256 RELATIONES f>. MAIW. - 1H RELAT. le finestre, le porte e tutte l'altre ufficine de Frati t. El insino al giorno · d'hoggi si usa i1 ·medesimo modo ne! fabbricare ; e se in qualche Iuogo si e passato il termine in quanto alla grandezza d'essi luoghi, e stato non perché la Religione si sia allargata in esse fabri– che e sia uscita de limiti dell'istesso modello, ma per la moltiplica- 5 tione de Frati. Onde, moltiplicando essi, e bisognato parimente molti– plicar stanze, e de qui nasce che i monasteri si veggono pit1 grandi de quei primi, ma non pel'o si e uscito nella grandezza delle celle o stánze (che ci vogliam dire) dell'ordine dato ne! Capitolo Gene rale, eccetto in alcune stanzette per gli infermi, che son fatte alquanto 10 (ma poco pero) piu grandicelle, ricercando cosi il bisogno de gli ama– lati, la carita e la discretione insieme, senza offendersi la poverta. E della grandezza delle infermarie parimente ne parlano le nostre Consti– tutioni 2 • 94. - In quanto al viver giornalmente, come di buon passo ca- 15 mino in que! suo principio la Congregatione, cosi aneo ella camina 11 1. 101v al presente, 11 vivendo i poveri Frati solamente da semplici elemosine senza (né per vía diretta né indiretta) ricorrere per il vivere loro a danari o a pecunia alcuna, se non in quello che la Regola ne con– cede, si per vestire i Frati, come per li Frati infermi 3 , o per altre ne- 20 cessita uguali a queste, che per vía di mendicare havere non si pos– sono. E bisognando (come la Regola dice) riccorrere a gli amici spirituali, si serva ad un pontino la dichiaratione di Nicolo Terzo 4, e se ne stanno senza sindici o altra persona che per loro o ad instanza loro pigliano danari. E se la necessita non e presente o di vicino, 25 non ricorrono per modo alcuno a detti amici. La conclusione e que– sta che ne! fatto de denari non punto meno che quei primi nostri 1 Frati mostra zelo hoggidi universalmente ogn'uno per gratia di Dio, 8 nella] della, W 24 sindico, N ·• 1 Cf. Const. an. 1536, n. 74, ibid., p. 386. 2 Neque Constltutiortes Alvacinenses neque illae an. 1536 vel. an. 1552 de forma vel magnitudine valetudinariorum referunt, quamvis hae ultlmae de cura infirmorum agunt. Cf. Llber Memoria/is, p. 391, n. 88. 3 Regul., c. IV. 4 Exiif qili seminal, in BC, t. VI, p. 60 sq.
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