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DE VIVENDI RATIONE PRlSCORUM FRATRUM CAPUCCINORUM Que! pflmi nostri Frati Capuccini si contentavano dell'habito solo, e, se pure haveano bisogno di altro panno, pigliavano un mantello; si rapezzavano gli habiti con qua! si voglia sorte di pezze che veniva loro alle mani pur che fusse convenevole, cioe di sacchi 5 o di altre, purché f ussero vili, aspre et grosse, confacendosi con quella grossezza i panni che portavano. Ogn'uno s'ingegnava 11 di accommodarsi il suo habito in guisa che li durava piu e piu anni, · sostenendolo con quei loro humili e seniplici rappezzamenti. Anda- vano quasi tutti scalzi ; ma a chi porgeva nocumento l'andare a 10 quella foggia, o per infermita o per debolezza di. natura o per vec– chiezza, con licenza del Prelato portavano le sandalie, o vogliam dire suole o scarpe all'apostolica. Talché intorno a quei poverelli da! capo ai piedi non si vedeva cosa che soddisfacesse al senso, ma il tutto era asprissimo; e quanto piu pativano, tanto maggior- 15 mente si vedeva ne loro volti ·(che usciva da! core) risplendere un grandissimo contento, facendo poca .o nessuna stima se di loro ·si rideva il mondo, o se per portare quelli habiti hirsuti e salvatici erano biasimati e tenuti pazzi. 11 medesimo andare ha tenuto sem– pre e tiene (per gratia di Dio) insino ad hora la Congregatione 20 nostra, come manifestamente si vede. 11 dormire loro era o la dura · terra o sopra le núde tavole, overo in una stuora. o pure un poco di paglia, con una sola tela semplice e grossa sopra la detta paglia. 93; - I luoghi si fabbricavano con ogni ·semplicita piccolini e con picciole stanzette intessute di vimini e vil materia i. Et in ·que! 25 principio quasi tutti erano fatti .a pian terreno, ma poi, avvedendosi i Frati che a fabricarli a quella foggia era cagione di molte infer– mita per l'humidezza et altre cattive qualita, che tenevano, talche spesso qualche 11 Frate ne rimaneva attrato pieno di doglie o gra- 11 1. 101r vemente offeso da infümita incurabile ; pero furono di parere (etian• so dio di quei primi e stimolati Frati) che si fabricasse in alto a so– laro, e che le celle fussero fatte con le pietre cotte a coltello' e col geso, o con altra tenace mater_ia, facendosi dal Capitolo Oenerale un modello come haveano ad essere e di che grandezza le celle, 19_ ritiene, N 23 og1ÍI] gran, L 25 vedendos'i, ,N 29 etlatÍdio)etiam, N l Const. Alvac,, 11. 45 et Const. an..1536, n. 75, in Liber MemoriaUs, p. 386 sq.
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