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DE VIVENDI RATIONE PRISCORUM FRATRUM CAPUCCINORUM nissuna cosa, per aspra che si fusse, .pareva loro .difficile e grave ; ma etiandio per una parola che si dice quando si fa professione, cioe di vivere in obedienza, haveano sempre la volonta, apparec– chiata e prontissima ad obedire qual'hora occorreva che'I Prelato 5 comman- 11 dasse, overo ordinasse loro cosa alcuna, senza sentire in essi minima repugnanza; e cosi continuamente se ne stavano habituati all'essecutione dell'obedienza santa, allegri e contentissimi dimostrandosi quando venivano al fare della cosa. In quanto della castita io non parlo, percioche, circondati di 10 carne mortale, se la · passavano (posso dire) come Angeli, tenendo del continuo i sensi mortificati in guisa che la morte né punto delle sue vestigia havea forza o ingegno d'entrare per le fenestre loro t, né gia mai passava punto di tempo che le menti loro non s'ingegnassero di _ starsene a guisa di armellini candidi e mondi 15 nella nettezza .e bellezza della pudicitia. Intorno al fatto della poverta (che era lo scopo del tutto)~ havendo posto in essa quel proprio zelo ch'haveano all'anima loro, la tene- vano tutti communemente scolpita nel core. E perché sapevano che la poverta loro (essendo volontaria) era sopra tuHe le poverta, perb 20 .non v'olevano havere dominio e proprieta di cosa alcuna, per pic– ciola che ella si fusse, né aneo voleano l'uso _proprio, cioe dominio in esso uso, ma semplice di fatto e necessario, fuggendo; quanto piu potevano e come dal fuoco, ogn'Liso di cose superflue e non necessarie, sapendo- che la Chiesa Santa ha pigliato . il dominio e 2 5 proprieta solamente delle cose necessarie alla Religiohe, e non di · cose superflue 2 ; e di questa superfluita non solo tutta questa poca e .novella Congregatióne se ne guardava, ma ogni Frate in parti- colare; e perb II haveano ordinato che ne luoghi fussero solamente 11 1. 10ar quelle cose senza le quali fare non . si poteva, e che in quelle ri- 30 splendesse vilta, ruvidezza e simplicita, che ci vogliam dire, e po– vertade insieme. Laonde in quei primi e fortunati tempi haveano 8 della] alla, V . 9 copertl et circondati, L, N 12 havea) havevano, N 24-25 sapendo - cose necessarie, om. L, N "' Cf. fer. IX, 21. 2 NtCOLAUS 111, Exiit qui seminat, in BC, t. VI, p. 60.
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