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248 · che egli fusse, che della sua professione e con non .sapesse. E di piu con quella buona volonta · che !foc1ssE!O nascevano quei fervori e quelli spiriti cosi rendo a maggior perfettione, percioché ben sapevano non si pub andare i;e non si sa e non si conosce persona e obbligata a fare, il che considerando, parlarne, e, chi era atto, a studiare le cose accio saputesi le ponessero ad effetto, con piit atti violenti andare hmanzi nella cominciata strada, sirrti che chiunque non s'ingegna in tal camino di 11 1. 102r (come dice iI devoto S. Bernardo e 11 Agostino a dietro, essendo noi come la barcha che va contra queIIa dail'arte non f;i spinge a forza, per punto che il corrente del fiume fa che a dietro se ne torni di conseguentemente ne seguita perdita grandissima 1 • 91. - Considerando quei buon Padri tutto questo, misura ch'io non dico, non Jasciavano di far cosa che per ben servire al s110 Creatore nell'osservanza della essendo quella la mE:dolla del Vangelo Santo 2 ; e sia tutta piena di pie tre prétiose, si de consigli ottimi, come aneo.· di ammonitioni come edifficio ben pasto e ·· meglio accommodato e collone fortissime, e hen cinta di mura ciano e sostengono tutta questa bellissima sono l'obedienrn, la castita e la poverta. In queste in tre lucidissimi specchi, rimiravano del continuo gli santi Frati. Circa all'obedienza non solamente ad ogni cosa dasse loro, anzi un mínimo cenno che si desse, d'animo, allegrezza, sollecitudine et humflta 2 E di piit - possedevano I E di qui con quella sua bon ta che oos1sedEivar ad,: le studiavano 10 lnger:nava, W 11 santo, om. N 12 che 15 e conseguentemente - gra11disslma, om. L 20 tutta, om. N 24 miravano, N 1 S. BERNARDUS, Sérmo II in Purijicaiione B . Mariae, col. 369: S. AUGUSTINUS, Sermo CLXIX. n. 18, Migne, P. 2 II Cel , n. 208, p. 325. imenO a tre brac- si comman– prontezza 5 15 il tutto ; e so 7 sapersi] N acqua, om. N om, V 26 si

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