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Fatto questo e ridotto a quald1e riposo l'animo suo turbato, per la ,dispiacevole e nuova dottrina che h avete inteso, comtnesse · al Oe– nerale Fra Michele ch'esso e gli altri dotti della Religione si di– chiarassero sovra quello che gia era posto in campo. E cosl per att'hora quel rumore et estrepito fu sopito alquanto. 5 · 30. - Nell'anno poi del 1325 fu congregato il Capitolo Oenerale in Perugia 1, e quivi (con Fra Michele uniti insieme quei vocali che 11 f. 31v erano dotti) fu disputato assai sovra tal II cosa. Alla fine da molti di loro fu dichiarato che anch'essi erano deU'istesso parere che fu quel primo Frate che predico quell;opinione, quale poi genero tanta 10 · noia nelli anim.i de Prelati maggiori, de Religiosi e d'altri cathotici. Benché molti e molti de Fratl Minori che haveano buonissima mente fussero di contraria credenza, tenendo quello che tiene la Santa Chiesa Romana, e questo lor buon'animo facessero noto a Sua Beatitudine. Nóndimenó il detto Fra Michele non lascio di far 15 sapere al Papa la , determinatione ch'esso e · gl'altri haveano fatta, tenendo Christo Salvator nostro et i' suoi Apostoli non haver havuto di proprió cosa alcuna. Se'I Pastor Sommo sali in colera 2 , s'egli s'infiamo contra la' 1-3 Fatto - Michele] Fatto questo, et s!ogato alquanto l'ira sua, che per di.r II vero . egli uscl un poco troppo fuor cÜ strada (parlando.pero con dverenza di Sua Beatitudlne. et con humil– ta), et luori di modo si mostro sdegnato et appassionato contra la povern Religione che era in– nocentissirna. Che havea da patlre essa, se quel Maestro diase quelio ch' havete sentito? et se qualch'aitro dif!endeva una tal'opinione? Procedere si dovea contra quelli, et !aselar vivere In pace et nella sua osservanza la Religlone, et non a!fligerla di tal maniera, Sfogatosi (torno a di– rel alquanto il Papa, commesse al Generale, cioe a Fra Michele (et diedegli aneo tempo) ch'es– so, L, N 4 sovra - campo] sovra questa oplnlone, L, N 5 et, om. V 6 del 1323, N 7-9 p. sq, Perugia - quale all'hora] Perugia, dove medeslmamente fu confirmato nel ufllcio del Generalato Fra Michele, quale congregatl lnsieme tutti quei vocali ch'erano dotti, fu disputata assai tal tosa. Alla fine da molti di loro fu dichiarato ch'erano di quella openione anch'essi, cioe che Christo et i suoi Apostoli non hebbero cosa alcuna di proprio. Et esso Fra Michele fece ln– tendere al Papa la determinatione di que! Padri sOpra tal fatto, et quello che da essl s'era con– chluso. S'el Papa sall in colera, s'egll si accesse contra la Religione, intendendo questo, non oc• - corre a dirlo; percioché il disse et il mostro aperto la persecutione che di clo egli fece, non so– lamente a quegli che tenevano openlone tale, ma contra ogni altro ancora che portasse quell' ha• · bito. Et si accrebbero tante legne al fuoco, che ilacque flamma grandissima per consumar la po• vera Religione, quale all'hora, L, N 1 Quae hic narrantur, evenerunt in capitulo Perusiae anni 1322. Cf. IOAN. MINORITA, loe. cit.; WADDINOUS, Annales, t, VI, an. 1322, n. LII, p·: 447; H. HOLZAPFEL, Handbuch der Geschichte des Franziskanerordens, p. 68; A. CAR· · LINI, op. cit., p. 75. Marius sequitur hac in narratione veteres historicos, quapropter in eosdem incidit errores. Cf. Chron; XXIV Gen., p. 480 sq.; Firmamentum, P. I, f, 35 sq. 2 Cf. Chron. XXIV Gen,, p. 482,
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