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soglio nominare ra- 11 gionevoll, percioché, facendo professlone di essere prudenti (come sono), mostrano con parole e fatti ben sapere lastrada che tener conviene chi ha none di christiano, e quello che far si deve o non farsi per non si allontanare dalla ragione. De primi non dovrel parla re, tenendoli ne! numero di quelli che, 5 per troppo amar se stessi, poc:o o nessuno conto tengono di esso Dio · e della salute loro, dico bene, che son degni di gran pieta, perché son ciechi. De secondl temo assai, essendo essi di que! numero che dlsse Dio nelle visioni dell'Aposto lo suo Giovanni che, per essere tepidl e non caldi né freddl, 11 mandara fuorl dalla bocea sua t. I terzi non sono 10 mai lodati a bastanza, essendo della schlera e scielta de valorosi sol– dati di Chrlsto. Questi ultlmi, che io ho qui pósto avanti, non altro di loro ho che dlre, se non quanto di sopra ho detto, et il replicarlo tiene troppo de_! superfluo e seco apporta tedio a chiunque l'ascolta. Ma non gia voglio lasciare che alcune paroline io non ponga In carta, 15 ragionando delle tre sortl di h10mini sopra nomina ti. 101. - Prlmieramente dlrb di quelll che, a guisa de piu bassl et indegnl, io posi nella prima cLlsse, quall son freddi et .fuor _di modo lnferml e ciechl. E come quelll che al tutto son fuori di strada, vanno a guisa de famelici che danno di bocea in ognl lato, dove dar pos- 20 11 f. 11sr sono, 11 per isfamarsi, cosi questl tali, non solo in ognl sorte de pec– catl si aviluppano, ma di piu porigano la sfrenata lingua loro da pertutto ; e non e modestia tanto grande, humilta cosl profonda, man– suetudine cosl aperta, petlenza cosl forte, bonta cosl alta, che dalle mordaci lingue della malignita loro non sía offesa e lacerata da gli 25 · arrabblati dentl, quali (come dice Daniel profetta) sempre stanno ap– parecchlati a divorare ogni sorte di carne, che viene loro innanzi 2 • DI ogn' uno dicono male, contra ogn' uno sciolgano la pestífera lingua a seminar zizanie et a porre ne! viso altrui brutti fregi d' Infamia, non mirando ad honesta di donria, non a santita di Religlone, e non a so bonta di qual si voglia huomo da bene. E non e meravlglla, se cosl 5-7 che per troppo :___ salute loro, V bÚ ti e, om. W, L, N 13 (et II replico), W 14 chlunque] chl, L, .N 17 Primierame_nteJ Parimente, N 18 prima] mía, W 26 Daniel] Da• vil, N 28 sciolgano] sogliono, N i Apoc. 111, 15 sq . 2 Dan . VII, 5 sq.

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