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DE VIVENDI RATIONE PRISCÓRUM FRATRUM CAPlJCCINORUM e de qui nasceva che di qual si voglla cosa che in sinistro avvenisse non si turbavano, prendendo il tutto dalle giustlsslme e santlssime manl di Dio. E pero erano temperati in tutte le cose loro : amatori della giustlzia, caminando sempre co 'l plede della prudenza in ognl 5 loro afiare, pietosi e miserlcordiosi verso ogn' uno, etiandio che havesse errato, considerando che tutti slamo vestiti di carne misera e mortale, e che non e peccato che faccla un' huomo che fare no '1 possa l'altro huomo. Erano compassionevoli verso i poverl e con quelli in partl– colare che per qualche infermita o d'altra avversita languivano; et in 10 quello che, secondo la loro professione, potevano porgere loro qual che aiuto, 11 facevano volontieri. Erano fortl in vincere se stessi et in ognl cosa nemlci del proprio amore, quale del continuo cerchavano dfstruggere et annichilare (se '1 si poteva) In se . medeslmf. E di plu pullulavano, anzl come ben coita vite et arbore fruttifero, mandavano . 15 fuorl quel gran germogli, quelll odoriferi flor! e . que! soavissimi frutti delle virtu sante et opere cosi preciare et eccelse ; e pero In . ognl avvenlmento, o contrario o propitio che si fusse; erano patien– tfsslmi et accortl. Si allargava In loro con rami altissimi la pieta, la benfgnlta e la mansuetudine con tutti ; né fra loro si conosceva che · 20 cosa fusse crudelta, 11 sospetto o dispetto ; solo contra se stessi (come 11 1. 115r gia ho tocco) a guisa de propri e capltali ne1T1ici erano dispiacevoll e sempre contrari, perché sapevano che f nemicf degll huomini sono 11 loro domestlcP. E di qui pigliavano occaslone di non punto fidarsi di se proprij, havendo per prova e longhlsslma esperienza che questi 25 nostrl sensl e questa nostra carne sono I veri avversari nostri e no– stri crudellssiml nemicl. Quando andavano i Superlori alle visite, come la Regola commanda loro che habbiano a fare 2, trovavano ne luoghi huomini che tenevano una vita veramente irreprensibile. Onde non haveano cagione di afta– so ticar la mano, ponendo la penna alla carta per notare in che rlpren– dere e correggere si dovea alcuno, ma, trovando il tutto andare con 9 langulva, L 17 avvenlmentol averllmento, N 25 nostrl, om. W · i Matth. X, 36. i Regul., e, X.
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