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266 . - 111 RELAT. e dlco che, quando venni a por!fli quest' habito benedetto in dosso, e che io vidi tanta charita e cosi fatta allegrezza e fratellanza tale, mi parve fra gli Angeli entrare in paradlso ; e n'ebbi contento tale e tanto, che ben spesso i1e lagrimai di dolcezza. Della carita che si faceva a gli infermi non parlo, perché mani- 5 testare non ne potrei la millesima parte. Questo solamente io dlco che le parole del Padre nostro in quella comparatione che egll pone di una tenera madre, che lo ama e nodrisce ll suo figliolo 1 carnale, erano scolplte ne! core di quei buon Frati, e pero piü che madre si n 1 114, por- 11 tavano con gli infermi 2 , essendo fr atelli spirituali et in Christo e 10 quello che se stessi harrebbono voluto nelle loro necessita con larga mano et affetto ardentissimO facevano verso gil altri nelle infermita e bisogni loro; E non solo con gli amalati, ma etiandlo fra essi, essendo san!, si levavano, si pub dire, il cibo della bocea et il davano con ogni carita e santa importunlta ·al suo fratello, dicendo lui haverne mag- 15 gior bisogno che esso. E, per dirlo in una parola, era fra loro una charita inestimabile. 98. - Nel negotio dell'altre virfü ciascuno s' ingegnava d.1adornar– sene l'anima a plü suo potere, sapendo che ella tanto piu piace a Dio, quanto pfü bella appare e si vede arrichita di queste pretiose gemme. 20 Parimente, sapendo che'! vivere esteriore poco o nulla, per aspro e stretto che egli si sía, se non t: accompagnato da una viva fede et adorno delle necessarie virfü, · e pero facevano una continua professione e prova, a guisa d'accorti e solleciti mercanti, di guadagnarsi la vera humilta, essendo ella il fondamento ben saldo di tutte l'altre virtud! ; 25 considerando che, ben guadagnma questa, agevol cosa era poseía farsi ricchl di tutte l'altre. Onde attendevano del continuo a mortlficarsi et igegnarsi di conoscere da dovero ·se stessi e la loro vlltade, desi– derosi lnsiememente che d'altri ella fusse conoscluta. E come essi per se medesimi, ben conoscendosi, si disprezzavano ; cosl ali' incontro si 30 11 1. 114v allegravano di 11 essere d'altri conosciuti per tall, et esserne dlspregiati, ,, !5-6 parlo - Questo], om. W 9' Fratil Padrl, W, N 12 ardentissimo, om. N ¡g suo, om. V 20 plit si vede, N 22 si, om . L, N 29 ella fusse] era forse, V ' Cf. Regul., c. VI. 2 Const. an. 1536, 11. 88, in Libe r Memorialis, p. 391.
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