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MARIUS _OPINIONEM JOSEPHI ZARLINO LABEFACTAT 213 di Dio e virtuoso, qualmente da me egli ~ caldamente amato : e do certe sue cose, l'hn.poste a la stampa. J:>lce che'! Padre Fra Paolo fu i1 primo Frate Capuc– clno; di piit che questa Congregatione hebbe 11 s'uo principio In Chioggia e non altrove. Et s'in• gegna costui a piu suo potere (f. 72 r) gettar per terra quasi tutto quello che ne le mie lettere .lo havea giA detto; e fa una lunga girandofa di parole con certe ragioni cavate da la sua fantasla, rna pero senza fondamento alcuno. Venuta che fu da me quella sua scrlttura, feci pensiero di rispondere a cose tali. Ripensando poseía che'l contendere con questo e con quello non e cosa lodevole a chl fa professione di valer ser- . vire a Dio, ma star si deve ne! grado del'hu. rniitil, poco facendo stima del dire altrui ; mosso da questa inspiratíone, tralasclal, anzi non diedl principio a quello ch'io pensato havea. Andando quel suoi scrltti perle mani di questl e di quelli, percioché essendo in luce col mezzo della stam• pa, chi vuol negare che non si veghino, si da Religiósi come da secoiari amorevoli della Religlon nostra, e che ben sanno la cosa come ella e passata? E particolarmente nella Marca fui spronato da molti a rispo_ndere, e fattomene stimolo grande, s'io non respondevo a quanto dice qucl huomo, dolendosi grandemente questi tali, et In particolare I Frati nostri, ch' egli si sla posto a dir quello che non fu mal, e cosl a la discoperta venga ad opporsi al vero, Punto da spronl cosl gagliardi, posi mano alla penna, et In deffensione mia, anzi de la veritA, rispos! afie contradittioni che mi lacea que! tale, ra• gionando in fungo de la venuta che fece a noi U detto Padre Fra Paolo, E cosl appunto da me vien !atta manifesta com'ella fu . esseguita, del quando, del come e del dove (f. 72vl, 11 che si seppe benissimo da! istesso Padre, che a Fratí nostri disse tutto il negotio, e particolar– mente al Padre Fra Gioseppe da Collamato, da lui vestito e !atto suo discepolo; et io da esso proprio, essendo egll II mio maestro, quando giovine io venni a questa Religione, seppi pari– mente tutto i1 successo del detto Padre Fra Pao– lo; e da altri Pratl ancora mi fu detto; che fu– rono suoi compagni et amici, anzl diietti fra– tellL ponen do certe sue .cose gil · ha posto alla stampa et dice che il P. F. Paulo fu i1 primo che. trassi fuori questo habito et eapucclo et cosl che esso fu ii primo Frate Cappucino. Di piu che questa Congregatione hebbe il suo princi– pio in Chioggla et non altrove et s'ingegno co– stui a piu suo potere di trar per terra quasl tutto quello che nelle mie lettere io haveva giA dello et la una -lunga girandola di parole con certe raggioni ca vate dalla sua lantasia, le quall bene considerate non hanno forza alcuna. Ve– duh che fu da me quena sua scrittura, Ieee pensiero di rlspondere a cose tall ; ripensando poscia che ii contendere con questo et con quello non e cosa lodevole a chí fa proffessione di voler servir a Dio, ma ·star si deve ne! grado del' humilta puoco facendo stima del dir altrul, moso da questa inspiratione tralasclai inanci, ·né diedi principio a quello che ,pensato haveva; andando quei suol scritti per le mani di quello et di quello, percloché, essendo In luce per mezzo della stampa, chi vol negare che non si veghlno si da Religiosi come da secolari amorevoll della Reilgione nostra, el che ben sanno come la cosa ·e passata? Et partlcolarmente nella Marca ful spronato da moltl a rlspondere, et lattomene stlmolo grande, s'io non rispondevo .a quanto dice quest'huomo, dolendosl grandemente quei tali, et in particolare i Frati nostrl, che egli si sia pesto a dire quel .che non fu mai, et cosl alla dlscoperta venga ad opporsi al vero. Punto dunque da cosi gagliardl spronl, posi mano alla penna In delfensione mla et rlspose alle contra• dizioni che mi furno ·falte, raggionando lnsleme della venuta che fece a Cappuclnl 11 detto P. F. Paulo, dispiegando il come, il quando et II dove, havendo io con ogni verita saputo 11 -tutto (f. 65v), non da secolari, ma da quei istessi pro– prii Frati a cut l'lstesso Padre dlsse ognL cosa, al grembo de quali poscia lo ful nudrito, quancto venei giovanetto a prendere questo ha• bito; pe.ro come quello che camina alsicuro con raggioni et fondamenti saldi, partlcolarmente de Brevl et della Bolla che stano apresso nuoi lattl nella prima origine nostra .al .P. F. Ludovico da Fossambrone, al P. F. Matheo de Basi, dove dal P. F. Paulo da Chioggia non si fa motto alcu• no, vengo a mostrare quelli et non questo esser stati i primi ne! primo principio nostro. Et perché ho tolto al presente a transcrivere di nuovo questa mia historia, gia composta duo! anni sono, mi e parso aneo di novo porvi dentro come fusse la venuta a detta Congregatlone del medemo Padre, cloe chl non vede le rlsposte mie indrizate a que! Padri della Provincia dl Ve– neggla . et quello ch'io dico In delfenslone del vero; sappia, legendo queste carte, come andb quel !atto, Vero e che al pre·sente non staro ad ogni cosa opporml a quel tale, né 'a dllfendere quello ch'io dissi; ma dirb aempllcemente, et con piit brevltil ch'io posso, l'unlone che fece que! Padre, con quei primi Frati Cappucinl, che erano a que! tempo.
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