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98 RELATIONES P. MARII. - Ill RELAT. esso Dio che n'e causa principalissima. Et cosi torno a dire che quell'altissima et infinita bonta insino de -que! ch'e male ne suscita e cava il bene. 11 contrario possiam dire che faccia l'huomo vestito _solamente di carne e carne peccatrice, circondato di miseria, fatto albergo di mille e mille transcuraggini -- e cattive inclinatione 5 che non solo dal mal.e accrescie il mate, ma soventemente aviene che etiandio del bene -- cava il male. - E se si , volesse qui discorrere, non solo questo ,si :provarebbe agevolmente, ma _ con molti essempi e chiarezze, che ne porge la Scrittúra Sacra, _si faria toccare (si puo dire) con mano. N~n vediamo noi che da 10 moltl tanti doni e tanti che Dio n'ha fatto e fa ad ogn'hora in vece di cavarne lodi a sua Maesta et ubidienza insieme, rivolgono gli huomini carnali in frutti amarissimi, et in luogo (come vite sal .'" 0 11 , _ 6r vatica) di porgere uva dolcissima danno II lambrusche e spine, - talché pare di quel che Dio con larga mano si mostra lor benigno 15 e liberale non sappiano render altro in guiderdone che farsene in– stromenti per offendere esso benefattore, il prossimo loro, alla fine piu se stessi che altri ? Tutto questo si e detto per agiugnere che se Dio ha lasciato tal'hora nel rhare fra l'onde sbattere la Navicella sua, l'ha fatto per 20 suo maggior bene, guadagno e corona ; ma non gia ha permesso che dell'acque ella veggia il fondo . 11 simile fa ben spesso con suoi buoni servi. Li lascia molte fíate a gran rischio, accioché imparino a stare piu vigilanti e solamente fidarsi in quello che solo aiutare gli puote e gl'aiuta del continuo, ancorché nol richieghino, ma tanto 25 piu ogni qua! volta che con fede e speranza saldissima a luí si rivolghino con animo di ben piacergli. Lascib Dio, nel tempo ch'io ho dato cenno di dire (e diro quindi a poco), nascere i perturbi al Sommo Pontefice et alla Chiesa sua per cavarne poi que! bene che sua Maesta ne trasse; percioché la dimostro piu lustre e chiara, so manifestando che egli insino dal cielo havea gli occhi suoi divini e pietosi sopra leí per sovenirla e con suo honore, a mal grado della forza humana ch'havea tolto a travagliarla e con tanta asprezza e rabbia, la trasse fuori dell'onde e dalle torbide procelle a salva- 4 miseria] misericordia, W 7 se siJ chi, L, N 10 toccare] tacere, W 11 e tanti, om- N 12 lode, N 13 saivatica] salvate, W 16 guidardone, W, N 21 gia mai, W, L 22 ella, om. N 23 volte fiate, W 26 qualj quatunque, L, N 28 ho, om. L 29 poi, om. W

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