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350 LE OMELIE DEL « CRISOSTOMO D'ITALIA » suaso, e tra poco lo sarete anche voi, che nei tempi e nelle circo– stanze in cui siamo, l'attual possedimento dei .beni nella cattolica Chiesa oltr'essere un articolo sacrosanto di naturale equita, e di giustizia sociale, e anche strettamente legato coll'esercizio del cul– to pubblico, che il volere spogliarnela od ·e un effetto di religione perduta, od e un gran passo a perdere affatto la religione. Ed in tal caso in qualita di vostro vescovo non sono io tenuto a premu– nirvi contro un errore si dannoso? E come vescovo, che parlo dal– la cattedra del Vangelo, nón sono io tenuto a combattere dinanzi a voi · quelle massime, che tendon a distruggere nel vostro spirito e religione e morale? Vediamo adunque... » 28 • « Confesso, figliuoli miei, che quando sento i nostri filosofi inculcare con tanto fuoco dover richiamarsi la Chiesa alla primiera sua origine, non ho potuto mai persuadermi che parlino seriamente... La Chiesa ha dei beni: ... Gran che, miei figliuoli ! In un secolo in cui tutta !'Europa non risuona che diritto pubblico per insegnar alle genti i doveri dell'uomo, doveri del cittadino per assicurare le proprieta de' pri– vati, la Chiesa sola si vuole esclusa... Ma in fine poi... Oh in fine, in fine, figliuoli miei, questa e la favola dell'agnello col lupo. Ra– gione, o non ragione, si vuol spogliare la Chiesa... » 29 • Ecco il tono signorilmente familiare del Turchi che, nono– stante tutte le differenze, ricorda e non di rado eguaglia la gran– de oratoria classica dei primi secoli della chiesa e gareggia con quella dei tempi dei Comuni o di Firenze del Savonarola. 2. FONTI, COMPOSIZIONE, STILE. Gia da quanto abbiamo detto s'intuisce che gli scritti pa– storali del Turchi si differenziano non poco, sia per la forma che per lo stile e il contenuto, dagli scritti aulici trattati anteceden– temente. Quanto alla mole essi si riducono a 43 om e 1i e , una 1e t t e r a p a s t o r a 1e , 13 i n d u 1t i , 7 e d i t t i , 2 c i r c o1a - r i per giubilei e. alcune altre circolari di circostanzaªº. Subito dopo le omelie il primo posto e occupato, sia come numero che come valore letterario e pastorale, dagli in d u 1ti 28 Op, compl. 11, 40-41: Sopra i beni temporali della ca,ttolica chiesa. 2ll Op. compl. 11, 45-52. - « Ma qui, o buon vescovo, badate bene, che nell'atto di gridare alla calunnia contro degli altri, non diventiate calunniatore voi stesso. E' vero che si sono alzate, e si alzano le voci contro i ministri del santuario, ma quai ministri? Contro di que' solamente che pur troppo disonorano il ministero colla loro irregolare condotta. Contro di questi e si scrive e si parla. Del resto poi..• Avete ragione. Si e incominciato da quelli, ma in seguito i piu savii, disinteressati, e zelanti sorio forse trattati meglio ?... Eh, miei figliuoli, o buoni o cattivi, tutti si voglion perduti i ministri di Gesu Cristo ». Op. compl. 111, 102: Sopra i ministri del santuario. Simili modi di insinuazione sono assai comuni nel Turchi. 80 Cf. FELICE DA MARETO, Biblioteca, 18-79. - In tutte le edizioni, anche nelle piu complete, manca sempre l'omelia Sopra la pace conchiusa tra la Repubblica Francese e l'lnfante Duca di Parma nel 1797, apparsa invece in Op. ined. IV, 209-228 (altro esordio, pp. 229-230) e in Opere inedite, Napoli 1856, 510-527.
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