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348 LE OMELIE DEL « CRISOSTOMO D'ITALIA » Voi esultate, ed io piango... Bastava in addietro, ch'io fossi buono per me: in oggi pm non mi basta. Debbo esser buono, debbo es– ser santo anche per voi... Questo stesso si inaspettato e si rapido mio esaltamento potrebbe essere la funesta cagione di mia ruina... Amatissimi miei, siamo in tempi cattivi...: debbo pure ripeterlo, siamo in tempi cattivi... Ed eccovi le ragioni che mi fauno teme– re anche per voi, quindi non vi stupite, se tornero spesso a par– larvi su tale argomento... Parlero dunque, parlero sovente, parle– ro con dolcezza, e parlero qualche volta anche in guisa di tuono, affinché la raffinata malizia del secolo non vi seduca... Ah cari fi– gli, siate religiosi, siate docili, siate ubbidienti alla Chiesa, e poi ditemi cosa volete da me. Volete amore e tenerezza? Sappiate, che da quel momento, che io fui eletto in vostro vescovo non ho piu pensato che a voi... Volete cura e vigilanza? Quei pochi gior– ni, che mi rimangono di vita saranno tutti per voi... » 22 . Per parlare utilmente agli uomini e necessario fare loro in– tendere che si amano, guadagnarne la simpatia, stabilire un contatto tra anima e anima che permetta all'oratore di tutto di– re e all'uditore di tutto capire. Per questa capacita di contatto immediato col suo popolo, gia i contemporanei videro una stretta parentela tra le omelie del Turchi e quelle di Giovanni Crisosto– mo2ª, che di tutti gli oratori sacri, fu probabilmente il piu popo– lare e il piu amato dal suo uditorio. Né la lode parve esagera– ta al Maury, che pure si mostro critico severo 24 • Come il Cri– sostomo, anche il vescovo di Parma non va cercando in un mon- 22 Op. compl. I, 5-18. 23 Per questo fu acclamato dai contemporanei « C riso s to m o d' I t a I i a ». Cf. ALLODI, Serie cronologica 11, 442; CERATI, Memorie p.XX; P. SAVIO, Devozione, 131, n.1. - E veramente: «senza esagerazione egli sembra, nelle istruzioni al suo po– polo, un san Giovanni Crisostomo, che investito dallo spirito del Signore parla ed impone, persuade e convince e con la piu dolce, insinuante e grave maniera guida alla cognizione della verita e al discoprimento dell'errore e della menzogna... ». Avver– timento sul Turchi e suoi scritti premesso dal Costantini di Perugia all'edizione dell'Omelia recitata per S. Bernardo del 1789, curata da] Costantini stesso. Anche· i giansenisti del resto parlavano de,l « preteso Crisostomo del tempo» (cf. Pagani al Degola: Moncalvo, 17 agosto 1798, in SAVIO, Devozione, 426). Gesualdo da Bronte (cf. Cenno critico, eit. 14. 18) lo chiama invece ora «Par me ns e C risos to - m o », ora « Nis sen o Par me ns e ». Altri stimarono le di Jui omelie non indegne di Leone, Crisostomo, Agostino (cf. Bull.Cap. IX, 268; JOANNES M. A RA– TISBONA, Catalogus ecriptorum..., 10). Ma piu notevoli sono queste parole dell'ago-· stiniano Bartolomeo Menocchio (1741-1823), vescovo coadiutore di Reggio Emilia (da] 1796), confessore e sacrista di Pio VII (dal 1800), del quale e in corso il processo di canonizzazione e uomo comunque che non sapeva adulare: « Credo bene aver tutta la ragione di far quel canto ed aver quella stima che si merita il degnissimo Mons. Vescovo di Parma, quale certamente Jo venero e Jo riguardo come un Santo Padre de' nostri tempi, che a somiglianza del Crisostomo e del Nazianzeno e d'altri simili Santi Vescovi a lor tempi con zelo e santa liberta pa– storale parlavano ai loro popoli... Volesse pure Iddio che ogni citta avesse simili Pastori che ben presto bandita si vedrebbe quella stolta ignoranza che sotto veste· di filosofia rovina i costumi di gran parte del Cristianesimo... ». Menocchio a For– tunato Mussati, Mirandola 8 dicembre 1794, copia in PEZZANA, Memorie del Turchi, .mss. PBP, f.302. lvi si danno notizia anche di altre lettere del Menocchio riguar– danti il Turchi. Su] Menocchio, cf. G. LANTERI, Postrema saecula sex Religionis Augustinianae III, Roma 1860, 287ss; D.A. PERINI, Bibliographia augustiniana II, Firenze 1931, 206-208. 24 G.S. MAURY, op. eit. III, 86.
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