BCCCAP00000000000000000001361

LA RESTAURA:ZIONE DEL,L'OMILETICA ITALIANA 347 predicazione pastorale del Turchi, consiste nel fatto, che egli in queste condizioni tendendo costantemente a svincolarsi dai mo– delli dominanti, riusci ad essere estremamente popolare. Di fat– to egli conversa, piu che non predichi, spesso con eloquenza appas– sionata, pervasa si dal fremito di procellose invettive 19 , ma sem– pre con quella sincerita pratica, semplice, domestica, capace di istruire e moralizzare, di formare e di dominare l'opinione pub– blica in quei problemi, religiosi e sociali, che interessavano di- rettamente i suoi tempi 20 • ' In questa oratorfa, si ha la piena fusione della personalita dello scrittore con quella del pastore d'anime; fusione, che da signifi.cato a tutto l'episcopato del Turchi. Per questo con le sue Ome 1i e egli riusci veramente a collocarsi assai vicino alla grande tradizione dell'oratoria ita– liana quattrocentesca, rappresentata da un Bernardino da Siena e da un Savonarola. E pertanto non e del tutto retorico scrive– re che dando sfogo ai suoi sentimenti per la difesa delle peco– relle affidate alla sua cura, egli tuonasse con calore e forza evan– gelica come un novello Savonarola contro lo spirito di ribellio– ne, di novita, di eguaglianza sbandierati dalla rivoluzione 21 • E come novello Bernardino da Siena seppe dominare il suo folto uditorio, p1:J,droneggiarlo colla carita, tenendolo legato nell'atten– zione e facendo di esso ~orne un partito. Nel solenne ingresso nella cattedrale di Parma il 5 novembre 1788 con parola vibrante di commozione e d'affetto, ma piena di impeto appassionato, cosi, per esempio, parlava: « Gia mi credea sicuro sotto il ginepro· di Elia, alla cui om– bra prender riposo, quando un'Angelo (ah Angelo, Angelo del Signore !) mi percosse il flanco, e grido: Sorgi, che ti rimane ancora un gran cammino a percorrere: Grandis tibi restat via. Ma dove andremo, o mio Dio? A pascere il Parmense popolo elet– to, Parmense popolo che mi e caro. - Ma voi mi conoscete, o Signore. Se mai vescovo fu trascelto pieno d'infermita e di debolezza, io certarñ.ente son quello. Ho presentí gli errori della passata mia vita, sento il peso degli anni, che mi premono il dorso, e gli in– certi passi, che mi vacillan per via. - Tant'e; sorgi e cammina... 19 Pero: « Ha predicato... ed inveito contro gli errori della stagione con una carita nient.e timida, e con uno zelo niente fanatico e come uno che si da moto piii a piangere, che ad insultare l'altrui stravaganza », come osservava l'editore Grossi nella Prefazione alle Orazioni, Omelie, Pastorali, Editti e Indulti di A. Turcki (Aquila 1800). 20 L'Audis:o pur ammettendo che il Turchi oratore non e « un filosofo che 'Spacci filosofia: ma un padre che ammonisce teneramente i suoi figli a fuggirne gli errori », aggiunge tuttavia che « un tal colore, il quale crebbegli rinomanza in quel tempo, essendo tutto proprio dell'eta e delle circostanze, debbe scemar oggidi l'avi– dita del leggerlo, essendo quelle in gran parte trascorse. Quindi l'oratore che pensi all'immortalita si guardera bene dal divolgar tali composizioni che' siano di solo ·pascolo a' presenti... » (Lezioni di sacra eloquenza II, 575). Avuto riguardo alle circostanze e ai tempi c'e pero da lodare il Turchi che dirige ai viventi le sue prediche e non ai morti o ai nascituri! Cf. ÜTTAVIANO DA SAVONA, Lezioni I, 451. 2l E. SANTINI, op. cit., 204.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz