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LA RESTAURAZ!ONE DELL'OMILETICA ITALIANA 345 erudizione indigesta degli oratori settecenteschi, patrocinava la stessa riforma per motivi strettamente letterari7. Ignoriamo se il Turchi abbia letto le opere di questi autori contemporanei, ma e fuori discussione che egli, di fatto, fu il piu fortunato artefi.ce dell'invocata restaurazione, riportandone plauso e successo pastoraleª. Investigando sulle cause determinanti questo risorgere del- 1'omiletica italiana col Turchi, il Santini piu che una riesuma– zione d'un genere oratorio tradizionale riallacciantesi alla predi– cazione quattrocentesca, vide una importazione dalla Francia, dovuta particolarmente all'influsso del Massillon 9 • E' vero, senza dubbio, che la tradizione omiletica nel vero senso medievale si era persa da tempo in Italia, anche se non e egualmente vero che sia scomparsa « soffocata » dalla tirannia della reazione cattolica e del classicismo della predicazione gesuitica 1 º. Tuttavia per spie– gare la sua resurrezione, piu che sul semplice e troppo determina– to influsso francese 11 , ci pare piu adeguato insistere in generale sulle mutate condizioni religiose, morali e politiche di fine Sette– cento e in particolare sulle circostanze ambientali dalle quali il Tur– chi, il restauratore, fu favorito in Parma 12 • Nella seconda meta del secolo XVIII la liberta di parola, come quella di pensiero e di stampa, trionfava un po' ovunque. L'amor di novita aveva ap– portato in ogni campo numerosi elementi, non tutti da condan– narsi1ª. L'epoca stessa registra un ritorno d(:llle masse all'interesse per i problemi politici e sociali, dando nuova vita anche all'elo– quenza civile, che comincia a contendersi l'opinione pubblica 14 • Anche i principi, intimoriti dai nemici del trono e della chiesa, 7 G.B. NOGHERA, Del'la, moderna eloquenza sacra e del moderno stile profano e sacro, Milano 1752. 8 Egli stesso del resto ci aveva dato in poche parole i precetti della vera e fruttuosa eloquenza del pulpito nella predica alla corte: Modo per trar profitto dalle prediche, in Op. compl. VIII, 19-33. 9 E. SANTINI, op. cit., 203. - Anche nell'Enciclopedia italiana (Treccani) XXV, 436 v. Oratoria: « i1 Massillon... piu vicino a quella grande tradizione dell'oratoria sacra italiana che abbiamo visto conchiudersi col Savonarola, ha anch'egli i suoi imitatori: tra essi Adeodato Turchi, che ;molti considerano il piu grande predica– tore italiano del Settecento ». 10 E. SANTINI, op. cit., 201. 11 L'altezza dell'eloquenza sacra francese fin da! tempo del Bettinelli indu– ceva piu d'uno a pensare che fosse impossibile per gli italiani il misurarsi coi francesi (cf. Saggio sull'eloquenza, in Opere edite e inedite XXIII, Venezia, 283) e determinava in molti oratori una pedissequa imitazione (cf. G. MALASPINA, Osser~ vazioni sopra l'eloquenza sacra, Parma 1726, 74). Ma ne! caso del Turchi abbiamo visto che il Massillon e gli oratori francesi in generale non furono né gli unici né i principali maestri. 12 E queste ultime non sono di minor rilievo delle prime, in un'Italia politi– camente frantu:'llata, con conseguente moltiplicita d'influssi e tendenze svariate tra regione e regione, il livello culturale diverso da citta a citta, diversita di tradizioni e di gusti. E non va dimenticato che il Turchi dal 1760 al 1768 aveva pereorsa tutta la penisola. 13 Cf. METODIO· DA NEMBRO, Note sulla sacra predicazione, 126; Idem, Gaetano Migliorini da Bergamo, 124. 14 E. SANTINI, L'eloquenza italiana... U. Gli oratori civili, Palermo 1928, 90- 95. 165-187.
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