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PIO VI A PARMA E PARENTESI AUSTRIACA 341 « Si formarono dei governi, i quali avevan per base l'ingiustizia, Finiquita, la violenza, la scelleratezza e la frode, in cui i solí buoni furono perseguitati, e basto esser empio per dominare ed oppri– mere. Abbiam provato il regno di una miscredente filosofia, lo ab– biam provato. Fu un tratto di provvidenza che lo provassero gli uo– mini per conoscerlo e detestarlo. Senza di cio sarebbero forse ancora ,, dubbiosi sull'influenza di un'incredula filosofia sopra l'umana fe– licita. Un giogo importabile che ci avvili, uno scettro di ferro che ci percosse: ogni culto bandito, tutti i vizi in trionfo, le proprieta vio– late, la liberta distrutta, le opinioni forzate, la vita sempre in pe– ricolo. Era gran tempo che si andava dicendo, che allora i popoli · sarebber felici, quando i loro moderatori fosser tanti filosofi; ma gli uomini savi, che pronunziarono una tale sentenza, non ebbero in vista sicuramente i filosofi del nostro secolo 167 • Abbiam provato il loro regno, e ci basta. Regno scellerato ed infame, che tu sia eterna– mente sepolto nei cupi seni di abisso, per non uscirne mai piu a veder la luce del giorno e funestare l'umana generazione. E dopo tanta esperienza, bisogna essere piu che temerario ed ardito per ispacciar con franchezza, che la odierna filosofica miscredenza ha promossa di molto la pubblica felicita » 168 • Fiducioso ormai in tempi migliori, mentre il popolo col ven– to favorevole infuriava contro i francesi e i cisalpini in un'ondata di entusiasmo religioso 169 , il vescovo concepiva l'idea di riprende– re mitra e pastorale per visitare nuovamente la diocesi. Il suo zelo riprende lena. Egli parla piu di frequente al suo popolo. Tra il 1799 e il 1800 abbiamo, infatti, alcuni tra i piu nobili e potenti dei suoi discorsi pastorali, come la trilogía sugli lncreduli. Al– cune nuove omelie ricompaiono alle stampe 11 º. Il vecchio prelato sembra sentire ripulsare nelle vene un poco dell'ardore dei pri– mi anni d'episcopato. Ha pero coscienza dei profondi mutamen– ti popolari che si vanno ormai operando anche nella sua dioce– si sul finire del secolo XVIII, ostacolando o rendendo difficile una restaurazione. Nell'omelia Sopra l'influenza delle v'esti su la morale cristiana recitata per i santi del 1800 sono compendia– te ancora tutte le manie di un'epoca goffa, petulante, ricca di cicisbeismi, d'incipriature, come di parrucche e di code, tutto il mondo falso che aveva gia prestato materia alle sferzate dei 167 Cf. il Turchi stesso in Op. compl, VI, 77: Scienza necessaria ai grandi. 168 Op. compl. XII, 27-28: J ncreduli III. 169 Il Cerretti era gia scappato a Parigi, ma la sua casa venne saccheggiata dagli usseri distruggendo, come il poeta ebbe a dire, il « frutto di 30 anni di !avaro letterario »! Cf. L. MONTAGNA, op. cit., 26. Fara tuttavia ritorno a Parma dopo Marengo, ma per breve tempo. Chiamato alla cattedra d'eloquenza presso l'Universita di Brera in Milano, si fara rinnovare non poche volte l'ordine, prima di lasciare 11.i capitale borbonica e le insegne diplomatiche (cf. Pancaldi al Cerretti: Milano, 15 ott. 1800, copia in MAS, Legaz. ital. a Parma, 221), che abbandonera soltanto 1'11 ott. 1800, (ivi, 220), sostituito dallo Scarabelli, il quale protestera invano onde riavere le carte della legazione e lo « stemma della Repubblica », rimaste in mano all'arnbi– zioso predecessore ! 17 º Cf. P;,zzANA, Memorie VII, 281; FELICE DA MARETO, .Biblioteca, 58-62.
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