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340 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO blicani e dei loro tesori 16 º. Ma all'avanzarsi vittorioso dei colle– gati austro-russi, accolti · ovunque come dei liberatori, il duca doveva provvedere allo scampo di questi ospiti e alla sicurezza della loro roba. E il ducato ebbe tosto a sperimentare quanto da– naro e saccheggi costasse quella liberazione e quanto poco vales– se invece la sua neutralita. Gli usseri del maresciallo Ott entra– ti in Parma il 7 maggio 1799 passarono infatti per il ducato depredando con selvagge incursioni, tra il fermento generale 161 • Il popolo che nuovamente fremeva d'odio contra i francesi, fa– natizzati anche dalla parola del Turchi che non si stancava dal predicare l'attaccamento al sovrano, si abbandono a rumorose manifestazioni d'affetto verso il duca, le quali potevano diventar pericolose 162 • Don Ferdinando fu, tuttavia, incapace con le sue « grida » a contenere !'euforia popolare 1 "ª. Quando nel giugno il generale Macdonald, che guidava l'ar– mata francese nel napoletano, avanzando con grave stento attra– verso lo Stato Pontificio e la Toscana nello sforzo di congiungersi con l'esercito del Moreau, si avvicinava a Parma, Ferdinando te– mette che i francesi imputando a mal animo quanto ivi accade– va, ne prendessero vendetta. Pertanto, il 13 giugno seguendo il Turchi che guidava il drappello dei fuggiaschi, si rifugio con la famiglia e con la corte a Verana presso il generale austriaco Kray 164 • La mossa imprudente, che veniva a mostrare diffiden– za nell'alleanza francese, poteva realmente costare cara al du– cato. Macdonald entrando in Parma il 15 giugno, annunziava, tuttavia, che la neutralita e l'indipendenza parmigiana sarebbero state rispettate, nonostante che, seguendo perfidi consiglieri, il duca avesse abbandonato il paese 165 • Ferdinando e la comitiva dei fuggiaschi ritornarono immediatamente 166 , ma i francesi erano gia partiti, mentre gli austriaci si erano fissati e finivano col rapire sistematicamente i pochi beni sfuggiti alle mani dei francesi e degli usseri. In mezzo ai torbidi guerreschi e ai disastri naturali, ma libero dall'odiata sorveglianza francese, esultante per la li– berazione da un giogo insopportabile, il Turchi continuava a inveire: 16 ° C. FANO, I primi Borboni a Parma, 173-175. 161 A Piacenza, ove le cose ebbero momenti particolarmente tragici, i1 vescovo Cerati che aveva osato lamentarsi delle barbarie commesse dai soldati ebbe da! místico tartaro Suvarow la cínica risposta: « E mi n e n c i a , E m i n e n e i a , tu t to vi en da Providencia! ». Cf. L. MONTAGNA, Il dominio francese, 27. 162 ALLODI, Serie cronologica II, 425-426. 163 Procedette, pero, all'epurazione di 70 civili e un ecclesiastico, che avevano mostrato fanatismo democratico. Cf. Campione di Prov. II, f.355, ms. APG. 164 In un primo tempo pensavano di ritirarsi in una casa di campagna nel piacentino, poi dietro consiglio di Kray si ritirarono a Verana. Cf. Campione di Prov. II, f.356 e anche L. MoNTAGNA, op. cit., 26. Non avendo il Turchi lasciato alcun speciale delegato in diocesi, né potendo comunicare con essa, atteso ]'impedimento dell'armata, il capitolo della cattedrale era gia in pensiero di esercitare la sua giurisdizione. ALLODI, Serie cronologica II, 427. 165 C. FANO, op .. cit., 177-178. 166 Dopo 17 giorni d'assenza. Cf. ALLODI, Serie cronologica II, 427.

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