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PIO VI A PARMA E PARENTESI AUSTRIACA 339 Anche la rivolta della popolazione contro l'insensibilita del comandante francese e contro le precauzioni governative, assun– se in seguito forme minacciose 152 • Temendo l'aggravatsi dei di– sordini e un minacciato sovvertimento politico 15 ª, dopo lungo col– loquio nel quale aveva stentato a condurre l'infermo sul tema della concertata partenza, il Ventura riusciva a strappare al papa il consenso. Partiro e partiro domani mattina per tempo, aveva risposto il pontefice 154 • La mattina del 14 aprile un drappello di gente di Parma a cavallo lo accompagno al confine del paese 155 ; egli si abbandono senza il minimo lamento o segno di collera al suo destino ulteriore, che escludeva sempre piu la speranza 156 • Ancorché infruttuosi, i nobili e fieri interventi a sostegno del pontefice contro i violenti rapitori, tornano pero a lode di chi li ha tentati, anche se questi in gioventu aveva collaborato alla umiliazione del papato 1 º 1 • Ma non senza particolari rapporti con le vicende del passaggio di Pio VI da Parma, poco dopo il duca Ferdinando deponeva il ministro Ventura e lo sostituiva con Francesco Schizzati, elemento assai attaccato al vescovo 158 • Del resto, un mese dopo che il papa aveva lasciata la citta borboni– ca, anche le sorti militari non sembravano piu favorevoli alla Francia, ma piu propizie ad una politica nazionale. In realta pero l'anno 1799 doveva essere tra i piu disgraziati per le vi– cende italiane 159 • Fra i canti sacri e il furore popolare, in poche settimane !'edificio che Bonaparte aveva alzato sopra le rovine degli antichi principati italiani, si sfasciava completamente con lo scompagi– narsi della resistenza francese davanti alla coalizione austro– russa. Ma prima del ritorno del Bonaparte dall'Egitto, l'Austria si affrettera a mettere pegni sull'Italia in preda alla reazione anti-giacobina. In mezzo al dissolvimento generale della fortuna francese, Parma nella sua neutralita divenne ancora una volta il rifugio dei francesi, delle famiglie dei generali e degli ufficiali repub- 152 P. BAL:JASSARI, op. cit., 43. 153 I francesi temendo un'avanzata vittoriosa degli austriaci su Parma, mi– nacciarono perci,'i il .duca una immediata occupazione militare del paese da parte de– gli eserciti della repubblica se non si faceva partire immediatamente il papa. Cf. PONCET, Pie VI a Valence. Recueil de documents authentiques, Paris 1869, 49. 1 5 4 G. DE :SAMA, op. cit., 25. 155 G. TONONI, op. cit., 16; cf. anche [J.P. PICOT], Memorie per servire alla storia del secolo XVIII, VI, (Foligno 1826) 174-175. 156 Moriva, infatti, a Valenza il 29 agosto dello stesso anno. A Parma, come pure a Piacenza e Castelsangiovanni, cioe nei tre luoghi del ducato parmense dopo Pio VI ha sostato, l'avvenimento e ricordato da iscrizioni. Cf. TONONI, op. cit., 27. 157 G. TONONI, op. cit., 15. 158 Cf. Dispaccio del Moreau de S,aint-Méry al Talleyrand: Parma, 26 marzo 1801, in PAE, Parme, t.47, f.28v. Cf, App. I, doc. 58/1. G!i stessi rapporti tra il Tur– chi e il Ventur2., che il prelato nel 1797 aveva gia nominato suo esecutore testa– mentare e poi rnutato, diventano diffidenti dopo il 1799. 159 E. ROTA, Le origini del Risorgimento II, 1142-1170.

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