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336 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO no soddisfatti, e meditavano nel profondo del loro cuore scellerato esizio ancor piu vasto, e fatale. Non v'e piu dubbio. Leggete l'in– fernale trattato di Firenze. Italiani tutti, Italiani di qualunque governo, di qualunque eta, stato e condizio– ne, deboli, forti, giovani, provetti, buoni o cattivi, purché siate Ita– liani, leggete quell'infame Trattato e trattenetevi, se potete dal freme– re, o inorridire. No, colma e la mi– sura degli oltraggi. All'Armi, Al- 1' Armi ! E' giunto il momento della nostra liberazione... la salute no– stra ci e venuta dai nostri nemici. La pazienza oltraggiata e divenuta furore ... Non piu Francesi, non piu Tiranni, non piu Traditori, non piu Atei, non piu Ladri... Italiani tutti accorrete alla magnanime impresa. Ecco la vostra causa. La Vostra Guerra. La Guerra di famiglia... Spiegato e il Vessillo. Il Cielo ha parlato. Non piu. Secondate l'ardi– re, che v'accende: e ardire che vien da Dio: e zelo dell'amor suo: e de– bita stima di noi stessi: e stanchez– za di soffrire: e amore operoso al nostro paese, i nostri figli, i no– stri usi, i nostri pregi, il nostro nome: e cura delle nostre sostanze, della nostra quiete, della nostra esi– stenza. All'Armi, All'Armi ! » 134 • zio che fanno di voi? Vedete che il danno a lor non basta? Vedete che non son contenti, se non aggiungo– no lo scherno? I rubamenti non saziano questa gente superba vuole gl'improperi ed il vilipendio... La vittoria vostra e vittoria comune, perché a tutti puzza questo barbara dominio... Vinti i Francesi qual'al– tro barbara s'ardira d'affrontare la vincitrice Italia? Tutti saranno cac– ciati... Ite, carrete, uccidete questi uomini truculenti, il sangue loro fia segno della salute nostra, né mai senza sangue s'acquista la liberta. Ha il sommo Iddio, quando ordino !'universo, voluta, o che i tiranni versassero il sangue degli oppressi, o che la liberta versasse il sangue degli oppressori? ... Il principe vo– stro, il cielo propizio, sorti fortuna– te. l'amore, il furore, le donne, i pa– dri, i figli, l'incominciate batta– glie, queste prime vittorie 'vi chia– mano ad un'alta e non piu udita im– presa : e poiché la rotta pazienza vi fe correre all'armi, fate che l'ar– mi non siano impugnate indar– no »1s5. A chiunque appartenga l' Epigrafe del 1796, alla quale il Botta s'inspira sintetizzando e adattando con piu acceso patriot– tismo e serrata eloquenza 136 , essa resta pur sempre interessante e sorprendente, sia per il sentimento d'italianita, che per la si– curezza con cui eccita il popolo a insorgere in difesa dei valori nazionali, di Roma e del papato 1 ª 1 , in quei tempi in cui, al dire 134 C. B0TTA, op. eit. II, 140. 135 Epigrafe all'Italia, 3-4. 22. 136 Per questo il Carducci stimo questo brano del Botta degno di figurare tra le Letture del Risorgimento italiano (Bologna 1896, 145-149). Cf. anche OTTAYIANO DA SAYONA, Lezioni di sacra eloquenza I, 343. 137 E. BEYILACQUA, op. cit., 202. - « Come mai quattordici milioni di uomini, svegliati e robusti; come mai Nazioni si numerase, e sagge calpestare si lascerebbe– ro, e dissanguare e deformare piu a lungo da uh pugno di scellerati cacciati dal– la disperazione e da! delitto fuori dell'antro loro insanguinato ?... Oh Italiani! Oh Conquistatori del Mondo! Oh Patria de' Ciceroni, de' Cesari, de' Leoni, dei Cosimi! Oh Terra ombreggiata d'allori, segnata di meraviglie, non piu? Rammenta che fosti, rammenta che sei... ». Epígrafe all'Italia, 19-20.

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