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LE OMELIE E LA PREDICA DI VERONA 333 « Hanno massacrati e fatto scorrere a fiumi il sangue innocente di infiniti cittadini, perché professavano nel cattolico ovile opinioni contrarie alle loro iniquita, e poi intimano alle nazioni ed ai popoli che non si molesti nessuno quando si tratta di religiose opinioni. Sono persuaso che tali cose annunziando, non saro immune dalle loro vendette: ma, sa,ra questa, una, p,rova, di piu a, con!erma,re la, ve– rita che vi pr-edico » 119 • E ancül'a: « Voi ci avete promessa un'assoluta pienissima liberta. Non vi do– mandiamo che una liberta ragionevole. E dov'e almeno questa ra– gionevole liberta? Sono forse argomenti di liberta que' ferrei vin– coli con cui ci avete legati? Non possiam piu disporre né delle nostre sostanze, né dei nostri talenti, né della nostra esistenza. Tutto deve piegarsi sotto la vostra durissima tirannia, fino a non poter piu né pensare, né vivere che a modo vostro... Si grida liberta; ma col giogo sul eolio, ed alle mani ed ai piedi catene infrangibili di misera servitu. Voi ci avete promessa una civile eguaglianza. E qua! genere di eguaglianza si e mai questo? Avete usurpati tutti i nostri beni, ci avete spogliati di tutte le nostre sostanze, siete ricchi a costo della nostra poverta, voluttuosi a spese della nostra miseria... E noi dobbiamo soffrirvi e rispettarvi e tacere. Un grido di lamento e per noi un grido di morte... Affamati pedanti, ecclesiastici gia depra– vati da uno spirito d'indipendenza e di libertinaggio, secolari igno– ranti, ambiziosi e malcontenti, giovani in preda alle furiose pas– sioni, femmine senza pudore, tutti o quasi tutti anche piu scanda– losi ne! loro vivere, che nei loro insegnamenti; nemici della pubblica quiete, vogliosi di distinguersi, di dominare e di farsi ricchi in mezzo al tumulto, alle sedizioni, alle ·rapine ed al sangue. E noi farci schiavi della loro tirannia, vittime della loro crudelta, pascolo della ambizione, discepoli della loro empieta? Noi cristiani, noi cat– tolici, che abbiam per maestro un Dio infallibile ne' suoi documenti, santissimo ne' suoi precetti, grande nelle sue promesse, immutabile nelle sue parole? Oh Dio! Qua! furore, quale accecamento! » 120 • Resta fuori discussione, che questa omelia cosi ricca di drammaticita, in cui la foga oratoria e la forza d'invettiva rag– giungono vertici mai toccati dall'eloquenza sacra, neppure col Sa– vonarola, e che si colloca percio assai piu vicina all'oratoria fo– rense delle catilinarie e delle verrine, non possa essere stata re– citata nella Parma occupata dai francesi1 2 1. Nondimeno oltre che far palesi i veri sentimenti del Turchi e giustificare le sue pre– cauzioni e i suoi timori di persecuzione, questo scritto rende 119 Op. compl. XI, 22: Contraddizioni degl'increduli, del 1798. 1 20 Op, compl.. XI, 26-28, ivi. 121 « Liberta della stampa, si grida a suono di tromba, liberta della stampa... Ma guai se si stampa contra le loro massime perniciose... Voi dunque vi arrogate una pienissima liberta a spargere i vostri errori, ed a noi accordar non volete liberta nessuna per confutarli ?... Vedranno i cattolici tutta arder la Chiesa per !'incendio ,delle vostre dottrine, e come tanti Neroni dovranno starsene oziosi a godere sulle fiamme divoratrici di Roma, per non inasprire i nemici della verita, per usar prudenza, non turbar la pace? Oh pace! di ogni guerra peggiore infinitamente! ». ,Op. eompl. XI, 25, ivi.

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