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332 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO Dal f ebbraio del 1797 ai primi mesi del 1802 abbiamo, infatti, 18 omelie (oltre i soliti indulti) che continuano percio con un ritmo di circa tre all'anno come nei tempi anteriori all'arrivo dei francesi, benché l'intonazione sia notevolmente contenuta 114 • L'effetto delle parole del vescovo, mancando la diffusione con la stampa, rimaneva inoltre limitato. Né e possibile conoscere se questi scritti vennero di fatto recitati conforme agli originali a noi pervenuti. Comunque, gli argomenti trattati non appaiono meno corrispondenti ai bisogni del tempo di quelli svolti ante– riormente all'avvento dei francesi 115 • Eccone alcuni: Sopra la fermezza che dobbiamo avere nella Jede, ad anta delle odier– ne vicende che la combattono; - Contraddizioni degl'increduli nel secolo decimottavo in materia di religione; - Sopra la perpetuita della chiesa cattolica; - Sopra, gli increduli; - La chiesa cattolica romana non ha niente in se stessa che possa opporsi alla vera fe li– cita dei popoli in ogni genere di governo politic-o; - La sola chiesa cattolica contiene in se stessa tutto cío che richiedesi alla vera fe li– cita di ogni governo político; - Sopra la necessita della religione per il pubblico bene. Convinto della necessita della convivenza dei buoni e dei cat– tivi, nel 1797 il vescovo esorta il suo gregge a non opporre odio a odio, furore a furore, raccomanda di usare la dolcezza e la persua– sione con gli increduli, di ascoltare e di compatire le loro scuse 116 • E' chiaro che al desiderio di vedere umiliati e repressi i nemici, ora preferisce vederli mutati e convinti 111 • Ma davanti al biso– gno che avevano alcuni del suo gregge di essere consolati per– ché avviliti e altri di essere ripresi e minacciati perché vacillan– ti nella fede, protesta pure di non potere tacere anche a costo di perdere tutto 118 • Gia nel 1798 nell'omelia sopra le Contraddi– zioni degl'incrieduli nel sBcolo decimottavo in materia di religione scriveva queste audacissime parole: era del tutto spenta in questo vescovo l'antica franchezza del parlare... » (Memorie VII, 290-291). - lgnoriamo se le omelie che vanno sotto il nome di i n e d i t e siano state recitate o almeno recitate tutte nella forma originale pervenutaci nel Ms. parm. 1118, PBP. Di alcune abbiamo motivi seri per dubitarne, mentre e chiaro che tutte rispecchiano profondamente le condizioni reali degli anni in cui furono composte. 114 Non mancano ondeggiamenti e adattamenti, specie nel clima ancora saturo d'illusioni e delusioni del 1797, come si puo vedere nelle due omelie dei primi mesi di quell'anno. Eccolo p.e. a declamare nuovamente come gia nel 1789-1790: « L'Europa tutta ci ascolti, e renda testimonianza alle nostre parole... Questo punto di terreno che appena si puo diseernere nell'ampiezza del globo... eccolo divenuto luogo di ri– fugio, di asilo, di sicurezza, centro di tranquillita e di riposo. Tutti si affollano ad accrescere il numero degli abitanti di questa terra di Gessen... Tanto dispose il no– stro buon Dio mosso dalle nostre preghiere... ». Op. compl. X, 141-142, cf. anche Op. ined. IV, 221-222. Certo, tra i tanti malí minacciati, a Parma erano toccati i minori! 115 Su queste omelie, vedi le gia cítate Avvertenze del Pelleri premesse al Ms. parm. 1118 della Palatina di Parma. 116 Op, compl. X, 135-36; 153-54: Sopra la fermezza nella fede. 117 Su questo mutamento di metodo pastorale vedi piu avanti cap. IV. ns Op. compl. X, 134-135.
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