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326 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO blico di Parma, che il Cerretti delinea nel suo primo dispaccio al ministro degli esteri Testi, ci mostra chiaramente attraverso quale prisma l'agente ve.desse la realta. Due terzi degli abitanti - lamenta il ministro - sono mantenuti dalla prodigalita del sovrano; i nobili temono soprattutto la perdita delle loro pen– sioni e dei loro titoli ; « il basso popolo e troppo superstizioso ed ignorante per alzarsi alla sublimita dei principi repubblicani. Tranne l'unico Bodoni, quei pochi letterati che trovansi in questo paese si strascinano essi pure nel fango aristocratico e si compiacciono fra le tenebre della piu crassa superstizione. Il vescovo (ipocrita dei piu tortuosi ch'io mi conosca) e sempre il tiranno dell'Infante, che non osa scuotere un giogo rispettato dall'abitudine e ch'ei crede necessario perché con– sacrato dalla religione. Non ha tutta la terra d'Italia un uomo piu venduto alla casa d'Austria, e piu realista di questo barban mi– trato... » 87 • E' amara per il rappresentante cisalpino la costatazione che anche Luigi Berri, l'agente parmigiano presso la Cisalpina, al quale ha dovuto dare lettere di presentazione presso il suo go– verno, sía anch'egli «della set ta di Frate Turco » 88 • An– zi: « niuno e piu di lui ligio al vescovo, niuno pi u idolatra della corte » 89 • E anche se il vescovo conta pure dei forti oppositori domestici e non mantiene percio il suo ascendente senza lotta, tuttavia, quand'anche il partito antiepiscopale guidato dal Ber– tioli"º avesse a trionfare, « si cangerebbe bensi maestro di cap- l'animo di suo padre e che essendo suo Direttore avra in tal guisa tutti i mezzi delle visioni e ispirazioni di questa nuova Beata per determinare il Duca a far cio che gli preme e ch'egli non oserebbe proporre, caso che la Pitonessa di Fiorenzuola venisse a mancare». Cerretti al Testi: Parma, 9 marzo 1798. MAS, Trien. repubbl., 187. Ma la Moruzzi era certamente piu influente sul vescovo di Piacenza, Gregorio Cerati, che sul Turchi. Cf. F. ODORICI, Me,morie storiche della Nazionale Biblioteca di Parma, in Atti e Memorie RR. Dep. Stor. Patria prov. Parm. II, 466; A. BOSELLI, Il carteg– gio bodoniano della «Palatina» di Parma, in Arch. Stor. Prov. Parm., n.s. 13(1913) 225. Del resto, anche Antonio Cerati giudica questa suora come uno strumento poli– tico per gli intriganti. Cf .. Opuseoli diversi II, Parma 1809, 203. 87 Cerretti al Testi: Parma, 5 dic. 1797. MAS, Legaz. ital. a Parma, 219. Nello stesso dispaccio e descritto il primo incontro del Cerretti con don Ferdi– nando: « L'accoglimento del Duca fu graziosissimo, come suol essere quello d'ogni Sovrano, veduto uno de' quali si son gia visti tutti. La conversazione verso su cose generali, stando io sempre sull'avviso per evitare le particolarita; si parlo molto di letteratura e singolarmente delle rare qualita del gia mio amico Paciaudi; lo consigliai con franchezza repubblicana e con volto deciso a dimettere tutti i dete– nuti per motivo d'opinione... Dalla sua passai all'udienza della figlia [Maria Antonia?] troppo piu bella e spiritosa assai di quel che convenga ad una giovane destinata dalla tirannia del suo rango a languir vergine e a morire inutile per pubblico bene e per la tradita umanita... ». 88 Ivi. 89 Cerretti al Testi, 2 dic. 1797. MAS, Trien. repubbl., 188. 00 « Fra le visite de' paesani quelle che pin mi hanno consolato sono state le visite di [Pietro] Cossali [teatino veronese, professore di matematica all'Uni– versita di Parma], di Pagnini, di Mazza e di Bodoni ». Cerretti al Testi, 1 dic. 1797. MAS, Trien. repubbl., 188. « 11 galantuomo pin grande che finora abbia trovato in Parma mi sembra il ministro Conte Ventura». Al Testi: Parma, 5 dic. 1797, ivi. Al– trove dice ancora che il Ventura e il Bertioli sono « gli unici due galantuomini del ministero del duca », ed elogia particolarmente il Bertioli per le molte cause decise

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