BCCCAP00000000000000000001361

I FRANCESI A PARMA: 1796 325 Le condizioni della diocesi parmense divennero anche piu disastrose con la formazione della Repubblica Cisalpina. I1 ve– scovo dovette temere per i suoi diritti feudali sulle corti di Mon– chio84 e piu ancora paventare continuamente le persecuzioni per– sonali da parte dei francesi e dei cisalpini, che rumoreggiava– no sui confini e si facevano sempre piu arroganti 85 • Tanto piu che la Cisalpina fin dal novembre del 1797 aveva inviato a Par– ma come suo rappresentante presso la corte di Ferdinando di Borbone, il letterato modenese Luigi Cerretti, nemico acerrimo del vescovo e sprezzatore del duca 86 . Il quadro dello spirito pub- 84 Tuttavia tali diritti cadranno solo col decreto napoleonico del 3 giugno 1805, due anni dopo la morte del Turchi. Cf. A. ScHIAVI, La diocesi di Parma II, 301. 85 Per questo ne! 1798 ottenne da Pio VI la facolta di ritirarsi, in caso di pericolo nell'abbazia di Fontevivo e fissarvi la sede episcopale e la. concessione di poter t~nere le ordinazioni in qualsiasi tempo dell'anno'. di conferire i benefici con cura d'anime riservati a Roma, non potendosi ricorrere alla Dataria Apostolica. Cf. D. BOLZONI, op. cit., 27-29. so Cf. C. FANO, J primi Borboni, 135. Riportiamo qui un sonetto inedito del Cerretti contro il Turchi; sonetto al quale abbiamo accennato gia in altre circo– stanze: « Pane9irico / del Frate Adeodato Turchi Vescovo degnissimo di Parma / sonetto /di Luigi Cerretti / - Alunno d'Aristippo, allor che involto / Fosti ne' cenci de !'infame Occhino / Parma ti vide ai vizii il fren disciolto / Ligio a Rodopi oscene, a un Ligurino; / Poi mentito il parlar, mentito il volto, / Sorgendo ad aura di miglior destino, / Premio di turpi scritti ambisti, ah stolto! / Al tuo canuto crin !'ostro latino. / Vil rifiuto del Tebro, in abbandono / Ai tuoi deliri, insulti al giusto e regri / Pitonesse eccitando intorno al Trono. / Ma trema: il ciel di cui sprezzi ogni legge / Ha posto al tuo destin gli ultimi segni, / Irco infausto al tuo, duca, infausto al gregge/ ». - « Questo sonetto - commenta Luigi Bramieri - fu composto mentre l'autore abitava in Parma insignito di carica non meritata, e rendendo co' suoi vizii moltiplici odiosa la Nazione che non era degno di rappre– sentare. Allora egli non oso comunicare a nessuno questo suo parto infame. Venuto a noi [a Modena] quest'anno [1802] per alcuni giorni, lo recito ad un crocchio di pari suoi, e richiesto della licenza di trascriverlo, acconsentr non solo, ma segno di propria man:i sulla copia il proprio nome come di autore. Nelle Rodopi e ne! Ligurino della prima quartina si dissegnano li favoriti di D. Filippo e del Du Til– lot, ministro fa::noso, che la cronaca scandalosa dice asceso ai primi onori in virtu d'essersi prestato a que! duca, come si narra di Alcibiade e Socrate. Nella seconda quartina si allude al Cardinalato abortito stranamente. Si credeva tanto sicuro, che gia erano qui impressi de' sonetti per la promozione alla Porpora. In quell' in - su I ti a I g i u s to troppo generico si vuol alludere, dice una nota, alle vicende da! P. Sopransi Carmelitano Scalzo sofferte in Parma. Egli e quello stesso che sul principio di quest'anno ha pubblicati due Tomi di critiche (accanite e personali per suo disonore) centro le omelie di Mons. Turchi. La voce Pi ton e s se indica una monaca di Fiorenzuola, terra del Piacentino, che sotto il nome di s a n ta ebbe ve-· ramente per piU anni una tristissima influenza in tutte le operazioni dell'ultimo estinto Duca [Ferdinando]. Il giuoco di parole dell'ultimo verso guasta di molto la bellezza poetica di questo sonetto scellerato, e sacrilego veramente ». Bologna, Bibl. Universitaria, Ms. 2087. Su L. Bramieri, cf. S. LOTTICI, Di Luigi Bramieri, letterato· piacentino, in Erudizione e belle arti 2(1905) 58-61; G. NATAL!, Il Settecento, passim. Stando alle Memorie della, monaca Gaetana Moruzzi, ms. anonimo di ff. 50 con– servato tra le carte del Moreau di St. Méry in PBP, il Turchi sarebbe stato messo in relazione con la monaca di Fiorenzuola dai fratelli Tarchioni, suoi amici. E la elezione episcopale del cappuccino (come pure quella di Gregario Cerati a Piacenza) sarebbe dovuta anzitutto ag!i oracoli di questa donna (ivi, ff. 19-20)! Melchiorre Gioia, in un articolo apparso gia su! Monitore italiano (n.15, n.57), pretese sma– scherare, tra l'altro, i raggiri perpetrati da! Turchi e dalla Moruzzi, in danno del duca di Parma. Cf, M. GrorA, Cenni politici sugli stati di Parma e di Piacenza, in Opere minori I, Lugano 1832, 203-207. II Cerretti in un dispaccio ministeriale di– sapprovando, tr~ l'altro, la monacazione della principessa Carlotta Maria Ferdinanda di Borbone, scrive: « Questo e un giro del Vescovo, che la fa passare per santa ne!-

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz