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320 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO la Pentecoste del 1796, quando il generale Bonaparte stava per invadere il ducato, aveva gia pronta per le stampe l'omelia piu tremenda e significativa che siá stata mai vergata da utl vescovo: Sopm il seeolo dwiottesimo, che si chiama il siec,olo illuminato 5 ª. In essa si sente non solo tutta l'amarezza di un uomo che vede ormai distrutta la tradizione di cui era vissuto e presente una nuova era di spaventosa rovina 54 , ma si ascolta la tremenda acensa delle supreme aberrazioni d'una nazione coita, aberrazio– ni uniche nella storia mondiale e che costituiscono una delle piu grosse ignominie della storia umana. « Il mondo e pieno di libri che esaltano il nostro secolo, come il secolo della luce. In nostri posteri lo crederanno su la loro testimo– nianza. Chi puo saperlo, che ritrovandosi un giorno questa mia omelia in qualche angolo polvei'oso di povera biblioteca, non la legga qualcuno, e si disinganni e ricredasi? Non puo negarsi, che il nostro secolo non abbia fatte delle gran scoperte, e dei rapidi maravigliosi progressi nelle scienze e nelle arti. Tutto e stato raccolto in una ope– ra, che si va predicando come un compendio di maraviglie, ed un mo– numento perenne alla gloria del secolo in cui viviamo. Ma per questo siamo noi piu felici? Eh, miei figliuoli, gli uomini per essere felici non han bisogno di sapere né il numero delle stelle, né la mutazion de' pianeti, né il calcolo dell'infinito... Abbisognano di un savio go– verno, di una buona morale, di una religione santa... Quanti lumi vi– vissimi a dilatare il commercio, pei:fezionare le arti, introdur le manifatture, coltivare le scienze !... In tutti gli angoli dell'Europa formicolarono le universita e ne uscirono de' gran lumi a formare dei letterati... In tutte le universita una cattedra, sulla quale inal– zossi la gran face del pubblico diritto per istruire e sovrani e popoli nei reciproci loro doveri... Che ne avvenne pertanto? Al suo chiarore non videro i principi che i doveri dei sudditi; non videro i sudditi che i doveri dei principi, ed incomincio ognuno a pensare su la ri– forma dell'altro. I grandi ne trasser dei lumi per opprimere i pic– coli e salire a grado maggiore di dispotismo. I piccoli ne cavaron dei lumi per liberarsi dall'oppressione de' grandi... Si creo un patto sociale che non ebbe mai esistenza. In virtu di un tal patto il popolo fu dichiarato sovrano ed i sovrani soggetti al popolo stesso... Si grido alto e si scrisse: 'siamo tutti fratelli', e la fratellanza fu rassodata eolio scannarsi gli uni gli altri. 'Siam tutti eguali', e per aver l'uguaglianza fu abolita la propríeta, si saccheggiarono le grandi fortune e si rapirono gli altrui beni. 'Siam tutti liberi' e si promosse la liberta coll'introdurre la licenza ed assoggettarsi a tanti tiranni quanti erano i filosofi illuminatori... Le donne, gridossi, e perché non sono elle capaci di apprender le scienze e sedere maestre della corrente filosofia? Seduttrici e sedotte impararono malamente e Cartesio e Newton. Intanto sdegnarono il catechismo e la dome- rimane gridero sempre dalle torri di ,Gerosolima... La religione risorga, ed ogni male e finito. Ma oh Dio, quanto siamo lontani da un tale risorgimento! ». Op. compl. III, 113-114: Sopra il parlare in materia di religione ( Santi del 1795). Cf. anche Indulto del 1796: Op. compl. III, 146-47. 53 Op. compl. X, 115-132. •• E. SANTINI, L'eloquenza italiana, 209.
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