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TORBIDI E MISURE REPRESSIVE 319 resto si usavano le stesse norme di prevenzione. La paura e l'odio toglievano anche la capacita di altre misure di difesa, va– lide a arginare l'avanzata francese, che trovava da ogni parte simpatizzant~ frenati, ma in attesa. Nell'ottobre del 1794 il se– gretario del Turchi scrivendo al ministro estense Munarini non sapeva rendHsi conto perché i principi italiani di fronte ai pro– gressi di quelle « orde devastatrici », non si davano d'attorno pur essendo evidente che né le forze austriache, né quelle piemontesi erano sufficienti a trattenere la Francia 49 • Non solo questo fermento e la completa insufficienza dei provvedimenti difensivi, ma anche la critica situazione finanzia– ria suscitavano necessariamente le piu grandi preoccupazioni 50 • Nel 1795 chiusi i teatri, vietate le dalize, i pubblici divertimenti, la citta di Parma viveva in stretto clima penitenziale. Tuttavia, la voce del vescovo non si stancava ancora d'accusare i mali che incombevano sull'Italia 51 , e conscio di essere ascoltato fuori dei confini, continuava a mantenere la liberta di parola anche in mezzo alle restrizioni precauzionali imposte dai governi 52 • Nel- del dicastero degj studi, in questi tempi stava percio a discutere sulla inopportunita di permettere J'introduzione nei suoi stati all'omelia Sopra le orazioni pubbliche che si fanno atf¾almente (in Op. co,mpl. III, 19-34) recitata da! Turchi nella Pen– tecoste del 1794, perché vi si parlava dell'abuso dei teatri e altri divertimenti in tempi cosl. calamitosi. U ministro Munarini fu tuttavia di parere contrario addu– cendo che « se si volesse proibire l'introduzione di quest'omelia perché parla del– l'abuso de' teatri e degli spettacoli ne' tempi calamitosi, bisognerebbe bruciare tutti i quaresimali ». E aggiungeva: << questo e il mio sentimento non disgiunto pero dall'altro che le omelie di Mr. Turchi sono troppo vestite alla moderna per far frutto, e troppo inverniciate di pretesa politica per istar bene in bocea di un Cappuccino. M'inmagino che queste due righe non soccomberanno al registro». Munarini al Fabrizi, 26 luglio 1794, copia in PEZ'ZANA, Memorie del Turchi, f.274, mss. PBP. Le due righe infatti vennero registrate, ma qualcuno piu tardi vi ag– giunse l'annotazione: « Con questo ingiurioso sarcasmo: - Le omelie di Mr. Turchi 'sono troppo vestite alla moderna per far frutto (che zelo!) e troppo verniciate (che e poi lo stesso che vestite alla moderna) di pretesa politica per istar bene in bocea d'un Cappuccino (ecco il veleno!)... Un Cappuccino ed un Vescovo non puo parlare al popo!o sui doveri della religione, premendo sopra gli errori? Ne! suo esilio di ormai 4 anni si rammenti il ministro Munarini di un tal sarcasmo, e tran– guggi [sic] le imolenze contro lui vomitate ne' giornali repubblicani da persone non cappuccine, ma talvolta sue creature ». Cf. PEZZANA, mss.cit., f.274. 49 P. Fortunato al Munarini: Parma, 4 ott. 1794. MBE, Mss. Campori, 12. 00 Si vedano p.e. gli indulti quaresimali del 1795-1796-1797. Gia ne! 1794 il Turchi accennava agli « e f fe t ti pe r ni c i o si » dello spavento popolare: dif– fidenza fra i cittadini, restrizione del commercio, debitori insolventi, creditori esi– genti... Op. compl. III, 27. 51 « Siamo nel vortice di una guerra desolatrice, da cui tutti dobbiam temere. Abbiamo alle spalle un nemico potente che ci preme e c'incalza, portando seco il terrore, le rapinéi, le stragi, la devastazione e la morte. Sentiamo da provincie straniere la narrazione dolorosa di tanto sangue innocente... e questi orrori non si rallentano. Dio e~erno ! Le tigri stesse si stancano pur qualche volta di uccidere e di sbranare; e sazie che sono e di carne e di sangue, diventan meno crudeli. Ma una tigre non e un flloso:f'o ». Op. compl. III, 89: Indulto 1795. 52 « La sola guerra irregolare e crudele che da molti anui va spopolando !'Europa, contiene in se stessa tutti quegli orrori che nessun secolo non vide mai... Si affaccendano i politici per dar al mondo la pace... lo la predico da mqlti anni ai grandi ed ai ¡:iccoli, ai potenti, ed ai deboli, agl'ignoranti ed ai dotti. Ma chi e che mi ascolta ?... E dovro ristarmi per questo? Condannar dovro me stesso al silenzio, tradir l'eccelso mio ministero? No, miei figliuoli. Con que! po' di voce che mí

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