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TORBIDI E MISURE REPRESSIVE 317 La quiete súbentrata in Parma dopo i provvedimenti sugli emigranti non era, pero, destinata ad essere di lunga durata. Se la notizia dell'esecuzione di Luigi XVI il 21 gennaio 1793 commosse tutto il mondo civile, particolarmente profonda fu l'impressione nel ducato borbonico. Poco manco che in Parma il tramestio sfre– nato del carnevale di quell'anno non finisse in una controrivolu– zione. Esasperato, il popolo si era rivoltato con furore contro i francesi ancora dimoranti in citta 40 , e solo l'intervento della po– lizia poté ri~ortare la calma. Nei mesi successivi, mentre in. Francia la rivoluzione con– tinuava a lcgorare e a distruggere i suoi uomini, tra la popo– lazione parmigiana la febbre e la paura salivano. Con il 1794 la trepidazio':1.e e l'agitazione raggiungevano il massimo. Il vescovo non cessava dal commentare con parole di fuoco gli avvenimenti di Francia, inauditi «tra le nazioni piu barbare e sel– v ag gi e » 4 1. Ecco la Francia del 1794: « Eccovi una nazione che per le gentili maniere, pel dolce tratto e cortese, per una lingua seducente e graziosa, pei ripetuti .vocaboli d'umanita, di sensibilita, di amor de' suoi simili, per un giro di mode sempre nuove e sempre allettanti era ritenuta l'esemplare d'Europa... Ed eccovi questa nazione medesima in un istante pre– cipitata nella crudelta, nella barbarie e nell'abisso delle piu strava– ganti scelleratezze, senza leggi, senza costume, senza umanita, senza religione, senza Iddio, fino a rendere tutti spaventati e attoniti gli abitatori del globo... Ieri eran uomini... in oggi sembrano tante tigri che, spezzate le loro catene, altro non anelano che a bere il sangue di tutto il genere umano... » 42 • • 0 « Noi al:biamo finito il carnevale quieto per miracolo, perché la nuova amara della morte del Re avea inferocito la plebe nostra contro i molti francesi quivi stanziati, e siate certo che il minimo disordine l'avrebbe renduta formidabile. Si sono veduti attaccati piu viglietti incendiari contro que' mal veduti uomini; ma il buon governo della nostra corte veglia cosi che appena queste cose si enunziano ». Affo al Marini: Parma, 9 febbr. 1793. Vat. lat. 9042, f.117. - « Mi fa orrore, amico, il nome de' Francesi, allor che penso alle mostruose, orribili, e atrocissime iniquitit nelle quali immersi, trionfano da piu anni, e minacciano d'immergervi l' Europa tutta ». A. Mazza al Marini: Parma, 19 marzo 1793. Vat. lat. 9053, f.161. 41 Op. compl. III, 8-9: Indulto quaresimale del 1794. 42 Op. corr.pl. III, 53: Sopra l'amore di novita. « Furon piccole novitit, che :aprirono da prir:cipio questa tragica scena. Nuovi sistemi che per questo solo pia– ,cevano, perché eran nuovi... I nostri maggiori non sapevan vivere: tutto cio ch'era vecchio, fu chiarnato un abuso: si fece credere ai semplici ed ai libertini, che per esser felici bisognava sostituire leggi nuove, nuovi costumi, nuove massime alle leggi, ai costumi, ed alle massime antiche. Lo spirito di novitit divento un furore ... Si passo rapidamente da una novitit ad un'altra: ed eccoci giunti a quelle terribili novitit, che fune1,1;ano in oggi e fan tremare tutta !'Europa. Si voglion nuovi governi ,che ci rendan piu liberi e piu tranquilli, Terribile accecamento! per aver poi un governo di rivohzione, di terrore e di sangue... Si vuole una liberta tutta nuova. Si vuole dunque la liberta di esser empio, si vuole la liberta di sostituire cento tiranni ad un solo padrone amoroso e discreto. Novitit di eguaglianza, che ci riduca .ad essere tutti miseri ed infelici egualmente. Novitit nei diritti dell'uomo, per avere il nuovo diritto di essere spogliati, affamati e scannati... ». Op. compl. III, 57-58: Sopra l'amore di novita.

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