BCCCAP00000000000000000001361

TORBIDI E MISURE REPRESSIVE 315 Tale irrigidimento governativo e avversione popolare si an– darono raffcrzando sempre piu dopo il 1792. Episodi come la fuga e la sospensione di Luigi XVI del 1791, la sua deposizione e pro– clamazione della repubblica nel 1792, la sua decapitazione nel 1793, non erano certo fatti per indurre il ducato borbonico a guardare con benevolenza l'idra popolare di Francia. Il fatto poi che la rivo~uzione avesse una netta caratteristica anticattolica bastava a metterla in pessima luce presso il popolo attaccato alla religione. 11 vescovo inoltre con le sue omelie, i suoi indulti, che si faceYano sempre piu aspri e crudi verso quella nazione divenuta l'abbominio dei popoli anche piu barbari e macchiata d'eterna ignominiaªº, contribuiva ad aumentare l'indignazione dei parmigiani31. Le discussioni suscitate dall'alienazione dei beni ec– clesiastici32, dalla costituzione civile del clero 3 ª, dalla chiusura delle chiese e dispersione del clero 34 trovano infatti eco pro– fonda negli scritti del Turchi, che non si lascia intimidire da quell'ondata di passione e di esaltazione rivoluzionaria. Negli stessi giorn~ in cui il suo connazionale Romagnosi lanciava da 30 « II fatto sta, miei figliuoli, che se mai si vide palese la pesante mano di Dio, fu questa ·rolta sicuramente... Iddio, Iddio stesso ne! colmo dell'ira sua presie– dette ai loro consigli, e gli acceco, e li confuse fino a renderli il vituperio e la favola dell'universo... Le nazioni piu barbare li detestarono, e dovunque ne ando il grido di tanta scelleratezza riputati furono come bestie feroci a comun danno ·slegate... Ma la tragica scena non e ancora al suo termine. Oh nazione una volta e si rispettabile e si rispettata, come mai da! sommo della tua gloria precipitasti di sbalzo nell'imo dell'abbiezione !... E noi, eruditi da sl terribile esempio, impariamo una volta per sempre a fuggire le novita perniciose, e a non lasciarci sedurre dalle parole... ». Op. iJompl. 11, 153-155. 81 All'inizio del 1793 scrivendo all'abate Mazza il Turchi g!i augurava che Iddio gli tenesse lontani « tutti quei malí» che ben meritavano i V e 1ch es (cosi i tedeschi soprannominavano i francesi): da Parma, 5 genn. 1793. MBE, Mss. Campori, 12. 32 Cf. Omalie: Sopra il rispetto dovuto alla cattolica chiesa (del 1791); Sopra ·i beni temporali della cattolica chiesa; Sopra i beni di chiesa considerati rapporto agli ecclesiastici che ne hanno l'uso; Sopra la riverenza che da noi esigono i sacri templi (del 1792). Op. compl. 11, 5-18; 40-89. 33 In particolare: Op. compl. II, 61-64: Sopra i beni di chiesa; e II, 86: Sopra w riverenz,a che da noi esigono i sacri templi: « Qui egli da due gran bastonate ,da orbo, una co:itro i Pastori Gallicani, l'altra contra il giuramento civico. Chiama ,quelli, Pastori senza missione, e questo giurar contra Dio... ». [ SoPRANSI], Riflessioni sulle omelie II, 289. 34 « Si prdanaron le chiese, ed intanto si udi una cupa e sorda voce in Euro– pa, che minacciava alle chiese stesse la distruzione... Questa voce di distruzione fu una voce di tuono, che tutt'intorno giro e fu sentita per ogni dove.., Ma ohimé! che il grido fu accompagnato dai fatti. Le chiese furono demolite, e condannate a servire ad usi profani. Si sentirono nitrire i cavalli, dove poc'anzi non risuo– navano che le lodi divine, o si videro giocar g!'istrioni, dove poco anzi si celebra– vano i piu tremendi misteri della nostra salute. Turbate e scosse da! sacro loro -riposo le ossa de' trapassati... Tutto questo abbiamo veduto a' dl nostri... Tuono il Signare dall'alto ne! colmo delle sue collere sopra una delle pin elette parti di Europa, e si vider le chiese o rovesciate dai fondamenti, o divenute un covile di pastori senza missione, intimato il silenzio all'ecclesiatistiche salmodie; delitto di stato il non giurare contro Dio; i ministri del Signore parte trucidati, parte raminghi e dispersi; le vergini sacre oltraggiate... E tutto questo non ce lo narrarono i padri nostri; ma noi, noi medesimi lo abbiam sentito poc'anzi, e lo sentiamo ogni giorno; e tutto questo non sotto l'artico polo, ma ne! cuor dell'Europa, in una delle piu colte sue parti; ne! secolo dell'umanita, della filosofia e dei lumi. Oh secolo tenebroso... ! ». Op. compl. II, 85-86: Sopra la riverenza ai templi.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz