BCCCAP00000000000000000001361
314 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO 2. TORBIDI E MISURE REPRESSIVE. Nel 1791 l'immigrazione francese a Parma incomincio pero ad apparire e ad essere un pericolo pauroso. Le prime preoccu– pazioni destate dalla carovana dei forestieri, furono i contrac– colpi prodotti sui prezzi delle merci e degli alloggi. La crisi eco– nomica e lo spettro della fame prese a impensierire gli animi. Quando nel f ebbraio del 1791 si trovarono in Parma oltre 10.000 emigrati, don Ferdinando si trovo in ·preda a una inquietudine ben piu spaventosa, non solo perché dubbioso che in mezzo ai molti banditi dalla Francia si insinuassero i fautori della rivo– luzione, ma piu ancora perché temeva la presenza degli italiani non conosciuti, che mai erano accorsi nel suo stato in tanto nu– mero e di sl indefinibile colore 2 º. E allorché nella primavera, col sopraggiungere delle principesse di Francia, Vittoria e Ade~ laide, zie di Luigi XVI e dello stesso Ferdinando, Parma diven– ne un campo di concentramento di esuli e di inviati con inissfo– ni torbide, il sovrano fu spinto allora dal panico a misure spie– tate di repressione. Usando eguale severita con ogni forestiero ·di marca francese, tanto se notoriamente regalista, che se ri– voluzionario sospetto, aprl una fase di epurazione totalitaria .diretta a cacciare i profughi dagli alberghi, . dai conventi, dalle case private, prendendo misure restrittive anche contro la stampa 21 • In quel clima di paura e di sospetto, gli emigranti non po– tevano sostare nelle citta del ducato che pochi giorni. Del resto i profughi non costituivano piu la gaia carovana del 1790. L'eso– do francese nel 1792 assumeva anzi un tono assai grave e rat– tristante, per le misere condizioni dei fuorusciti. Pur venendo accolti in modo cortese e a condizioni :mitissime nelle numero– se osterie del ducato 28 , la « terra di Gessen » da molti desiderata non era piu concessa che a pochi forestieri, come dimora stabi– le. Anche la popolazione locale, stanca di quel movimento inso– lito di persone, dietro il quale si trinceravano elementi indeside– rati, speculatori, propagandisti, avversava in massa ogni giorno piu lo spirito oltramontano, che trovava, tuttavia, proseliti fer– vorosi tra la gioventu inquieta e malcontenta e nelle classi socia– Ji piu colte 29 • 26 A. RIGHI, op. cit., 159-160. 27 Ma fin dal 1790 il Gherardini aveva sollecitato il Turchi a premunire il duca contro gli emigrati francesi ed eccitarlo a tener sveglia la polizia; da Torino, 30 maggio 1790. MBE, Autografoteca Campori. 2 s Di qui lo sdegno del Sopransi contro l' « eccessiva quantita delle bettole > in Parma e che egli chiama « u n d i s o r di n e l u ero so » e percio non com– battuto dal Turchi. Cf. Riflessioni sulle omelie I, 20-21. 29 L. MONTAGNA, Il dominio francese in Parma (1796-1814), Piacenza 1896, 7-8.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz