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312 MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO 1793, nel 1794, nel 1796 15 • In esso si metteva in guardia il po– polo dai miti funesti della filosofía e della liberta, « due furie... ebbre di sangue, fumanti d'incendi, armate di ardente fiaccola in una mano, di acuta spada nell'altra, portando seco ovunque passano la strage, il lutto, la desolazione, la rovina... » 16 • Sotto lo sforzo concorde della chiesa e dello stato, impegna– ti egualmente a far retrocedere l'avanzata dello spirito giacobi– no, che penetrava per le aperture piu impensate e minacciava di divenire una questione di opinione pubblica, Parma divenne una seconda patria per l'alta nobilta di corte, che poteva fuggi– re ancora gaiamente dalla Francia appena sbastigliata. Don Fer– dinando si era creduto in dovere di mettere le sue mense a di– sposizione dei principi di Condé, dei Polignac, dei duchi d'An– gouleme, del duca d'Enghien, del conte d'Artois, futuro re Car– lo X, del duca di Choiseul, insomma di tutti quei nohili che ave– vano goduto i pii:t alti uffici, privilegi e poteri nella vecchia Fran– cia 11. La folla di ridenti fuggiaschi aveva occupato la reggia di Parma, gallicizzata dai costumi borbonici e teneva suntuosi han-:– chetti nella villa reale di Colorno. Il Turchi fiero di quella ospi– talita offerta ai profughi anche dal suo clero e dal popolo 1 ª, continuava a gridare alto in faccia all'Europa: « Noi siamo gli abitatori della felice terra di Gessen. Abbiamo il piede sul lido, mentre l'implacabile burrasca cola nell'alto va imper-– versando vieppeggio. La religione tranquilla, la sicurezza, l'onesta liberta e la pace hanno tra noi stabilita la lor dimora... Sfido tutta !'Europa a tacciarmi d'adulazione, se parlo di Ferdinando, come par– lava di Teodosio il grande arcivescovo di Milano... » 19 • Nell'atmosfera sovreccitata di quei giorni, in cui ogni ru– more, ogni novita d'oltralpe propagata colla velocita del fulmine tra quella variopinta folla d'emigranti, suscitava discussioni, sug– gerimenti, proposte tra il popolo stesso, la voce del vescovo che 15 Benché non sia stato raccolto in alcuna edizione delle opere del Turchi,. l'attribuzione di questo scritto al vescovo di Parma e ormai accettata da tutti. Cf. PEZZANA, Memorie VII, 301; G. MELZI, Dizionario di opere anonime I, 106; FELICE, DA MARETO, Biblioteca, 76 (da aggiungere ivi l'edizione di Cremona, per Lorenzo Manini, 1793, e quella di Ferrara, per gli eredi di Giuseppe Rinaldi, 1796). Decisa– mente in favore dell'attribuzione dell'Avviso al Turchi, sta anche il fatto che Ste– fano Ronconi sulla fine del secolo XVIII lo premetta alla trascrizione, fatta di pro– pria mano, delle omelie del cappuccino degli anni 1791-1796, le quali hanno molti punti di contatto con questo scritto. Bologna, Bibl. dell'Archiginnasio, cod. A. 2326,. ff. 105-215. 16 Avviso importante al popolo nelle presentí circostanze, s.l. [Roma], 1790, 3- 17 A. RIGHI, op. cit., 153-154. 18 « Parlo ad un clero che sa conoscere. i suoi doveri, e sa anche eseguirli. Non e gia gran tempo che sotto gli occhi di tutta questa citta fu veduto il mio clero pieno di religiosa premura correre al sollievo di poveri fuggitivi... Ad un'opera. di tanta pieta si unirono anche le persone del secolo. La religione esulto, e parve la Chiesa ripigliare le vestí dell'antica sua giocondita... ». Op. compl. II, 72: Omelia di S. Bernardo del 1792, Sopra i beni della chiesa considerati rapporto agli eccle– siastici che ne hanno uso. 19 Op. compl. II, 17: Omelia di S. Bernardo del 1791, Sopra il rispetto dovuto, alla cattolica chiesa.
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