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LA RIVOLUZIONE 311 Al susseguirsi degli episodi della trasformazione degli stati generali in assemblea costituente, dello smantellamento della Ba– stiglia, dell'abolizione del feudalismo, !'Europa fu pervasa da un fremito di minaccioso avvertimento. In Italia le notizie e le ri– percussioni delle vicende oltramontane, furono una furia di ven– to che sbattendo, sconquassando porte e finestre di un vecchio ,edificio, veniva a scuotere fino alle fondamenta i muri pericolanti. II ducato di Parma, con il suo clima di restaurazione in antici– po di parecchi anni sul movimento di ripristinamento che corse dal Danubio al Po alle prime fucilate di Parigi, con le porte e le finestre ben guardate sembrava gia in attesa della bufera 11 • Per .H pieno accordo che correva tra chiesa e stato, il regno di don Ferdinando allo scoppiare dell'uragano si era percio trovato come « la felice terra di Gessen, dove, ad onta delle tenebre che la mi– ·nacciavano, splendeva sempre uno sfolgorante meriggio » 12 • In verita, veduto dal di fuori, il ducato di Parma allo scop– pio della rivoluzione appariva come uno degli stati piu splendenti e fiorenti d'Italia. La religione vi trionfava nel fasto e nello splen– dore e non puo negarsi che anche le omelie del Turchi, non in– degne del piu eloquente dei padri della chiesa, accrescessero la pompa e la solennita del cerimoniale religioso 1 ª. I templi, i musei, le accademie della capitale erano colmi di opere d'arte e di tesori d'ogni genere. La cultura non lasciava nulla a deside– rare quanto a uomini quotati e geniali. Per merito del Bodoni, Parma occupava uno dei primi ranghi editoriali d'Europa. Con quanta ansiosa premura il sovrano e il vescovo cercas– sera di evitare ogni occasione di torbidi, appare da alcune misu– re del gennaio 1790, prese di comune accordo. Alcuni manifesti ingiuriosi alla sovranita e esaltanti la liberta erano stati tolti immediatamente, ma senza scalpore e il duca aveva ordinato al- 1a polizia una piu rigorosa sorveglianza 14 • II vescovo aveva lan– ciato un Avviso importante al p,op,olo, che ebbe larga diffusione non solo nel ducato, ma in tutta Italia e apparve in ristampa nel 11 E. ROTA, op. cit. II, 894. 12 Op. campl. I, 85: Omelia di S. Bernardo del 1789. Nel ms. Notizie di vecchia ,data, del APC, f.1 si dice che il ducato di Parma era chiamato dai popoli circonvi– cini: « Arca di Noé». 13 MAURY, op. cit. III, 86. 14 A. RIGHI, Ferdinando di Parma e la sua política di fronte ad emigrati fran– •Cesi e giacobini (1789-1796), in Rassegna Nazionale, 16 marzo 1916, 157. - « Aquí tambien se han puesto carteles por las Esquinas que dicen M u e r a e l ti r a n o y vi b a 1a 1 i 1: e r t a d , notándose las gentes de este pais mui disgustadas por la cquasi demora perpetua que hace el S.or Infante en Colorno á donde dicen desper– •dicia el Dinero inútilmente en las Iglesias, y que no pareciendo en esta Capital que rara vez, ignoran si tiene Príncipe, o no; aunque hay alguna agitación en los •espirítus, no hay que temer que estas voces invidiosas tomen cuerpo, pues este Pueblo en nada está oprimido vibiendo con entera libertad». De Matallana al mi– nistro spagnolo Floridablanca: Parma, 9 gennaio 1790. Madrid, Arch. Stato, Esta– sdo, 4435.
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