BCCCAP00000000000000000001361

III MOVIMENTO CONTRORIVOLUZIONARIO l. LA RIVOLUZIONE. Il periodo fra l'elezione episcopale e gli intrighi gianseni– stici del 1789, se per il Turchi significo il principio di un nuovo atteggiamento pratico-mentale, per la societa in genere segno invece l'inizio d'una profonda crisi, conseguenza della matura– zione delle idee illuministiche. Non e possibile scoprire alcuna relazione tra gli avvenimenti rivoluzionari di Francia e il mu– tamento di condotta del cappuccino, ma il contrasto e seducente1. L'influsso delle nuove idee, oltre che nella collaborazione prestata al Du Tillot, era stato notevole in lui nelle Prediche a corte, nelle quali in luogo delle austere verita del vangelo, ave– va esibito talora un'etica díluita, variegata di massime uma– nitarie e nell'Orazionei funebre di Maria Teresa, sovrabbondante di ottimismo e di riformismo illuministico 2 • Giacché nella secon– da meta del secolo XVIII nessun intelletto sveglio aveva potuto sottrarsi all'influsso delle nuove correnti, non reca meraviglia éhe anche il Turchi abbia ceduto ad una tentazione per lui tan– to maggiore, in quanto che non solo nella Parma francesizzata del Du Tilbt si era trovato esposto a occasioni necessarie, ma aveva anche coperto cariche onorifiche in quella corte illumi– nata. Benché questo fervore illuministico avesse operato profon– di mutamenti nei suoi atteggiamenti mentali e nel suo contegno pratico, non l'aveva, tuttavia, reso cieco ai pericoli che avan– zavano3. Fin dal 1760 aveva intravisto confusamente l'andamento di due tendenze che si erano spesso affrontate contendendosi l'avveni– re, senza tuttavia confondersi: la rivoluzionaria e la riformista. Quest'ultima tendenza, per la quale, animato da uno spirito di pub– blico bene, il Turchi aveva dato segni non equivoci di propendere, si era gia provata con moto ondeggiante e irregolare ad alterare il vecchio complesso sociale 4 • Ma aliena dal favorire il progresso 1 E' certo pero che i torbidi rivoluzionari destarono in lui ulteriori appren– s10m e suggerirono reazioni. Lo scompiglio morale era del resto comune tra gli stessi principi un tempo riformatori. Cf. E. ROTA, Le origini del Risorgimento II, 873-913. 2 Vedi pp. 196-235. 3 II Poggi da incrinature illuministico-giansenistiche passera al giacobinismo perdendo l'abito talare e la fede. Cf. G.S. MANFREDI, Per la storia del giansenismo italiano, 813; e i giansenisti in genere finirono con l'aderire allo spirito democratico della rivoluzione. Cf. P. ALATRI, Profilo storico del cattolicesimo liberale, 72-83, 4 E. ROTA, op. cit. II, 877.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz