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I GESUITI NEL DUCATO DI PARMA tere al sicuro l'istruzione della gioventu, i collegi, e le stesse scuole di stato, che gemevano sotto il grave carico dei debiti1 61 . Con questo don Ferdinando entrava nei piani dell'ex-gesuita Car– lo Borgo 162 , che mirava a ristabilíre la Compagnia attraverso una aggregazione di fatto alla colonia gesuitica di Russia. Quando nel 1794 moriva il Borgo, anima del movimento di risurrezione, i gesuiti a Parma e Piacenza erano gia potenti, le loro chiese piene, frequentati i loro confessionali e catechi– smi domenicali sulle piazze. E in piu avevano un protettore nel cardinale Romualdo Onesti Braschi1 63 . L'opera del Borgo venne continuata da un uomo di uno zelo eccezionale come Giuseppe Pignatelli, destinato all'insegnamento catechistico sulle piazze di Parma, il quale con il P. Luigi Moz~i e altri confratelli per– correva le campagne del ducato tenendo fruttuose missioni po– polari164. Nel 1795 i « rinascenti maestri » avevano gia in ma– no alcuni collegi del ducato 165 e poco dopo aprivano case in Bor– go S. Donnino e Colorno, oltre quelle di Parma e Piacenza 166 . Ma non si poteva parlare ancora di una vera restaurazione in senso giuridico; essi vivevano in cornune solo per attendere di fatto al ministero e all'insegnamento. E anche quando nel 1799 verra aperto un noviziato in Colorno, i novizi continueranno ad essere mandati in Russia per professare 167 . Le nuove forze convenute nel ducato rappresentavano, tut– tavia, un aiuto pastorale non indifferente. Il Turchi se ne rese conto, senza tuttavia caldeggiare in alcun modo le iniziative di don Ferdinando. N el suo riserbo verso i nuovi arrivati non ol– trepasso la semplice tolleranza 168 . Infatti, se fu deferente verso il Pignatelli, stimato soprattutto per la vasta conoscenza che aveva della morale 169 , si mostro invece addirittura noncurante mi G. MARSCH, op. cit., 350-359; CAPASSO, Il Collegio dei Nobíli, 202-213. 162 Affo al Marini: Parma 3 giugno 1794. Vat. lat. 9042, f.143v. - Su! Borgo, cf. CH, SOMMERVOGEL, Bibliotheque de la Compagnie de Jésus I, Bruxelles-Paris 1890, ce, 1796-1803; P.A. PARAVIA, C. Borgo, in Biografie degli Italiani illustri a cura di De Tipaldo II, 141-143. 183 Anselmo Cafre al Degola: Parma 22 aprile 1794, in SAVIO, Devozione di Mgr. A. Turchi, 273. rn 4 G. MA~SCH, op. cit., 383-384. '" 5 Palmieri al de' Ricci: Pavia, 18 maggio 1795, in CODIGNOLA, Carteggi di giansenisti liguri II, 441-442. 166 L.A. SOTTILE D'ALFANO, Luigi Panizzoni e la crisi della Comvllgnia di Gesu,. Napoli 1954, 69. 167 c. MARSCH, op. cít., 382-419. 168 « Protetti da una podesta e tollerati dall'altra ». Caffe al Degola, 21 luglio 1794, in SAVIO, op. cit., 127. In una lettera di L. Cagnoli (del 10 nov. 1798) si narra che « quando il duca Ferdinando stava per riporre i Gesuiti ne' suoi stati il cante Antonio Cerati corse affannoso al vescovo a recargliene la notizia. II Turchi finse d'ignorarla, e consolo il conte cosi: - Perché vi amareggiate? A me dorrebbe ch'eglino fossero il vescovo, ed io il frate; ma io vescovo ed essi frati non mi danno pen– siero alcuno »! PEZZANA, Memorie (postillate) VII, 284, PBP. 169 G. MAltSCH, op. cit., 384.

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