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306 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! rituali delle plurivalenti attivita compiute durante la visita pa– storale155. 5. l GESUITI NEL DUCATO DI PARMA. Da quanto abbiamo finora accennato risulta chiaramente che il Turchi non mancava certo di buona volonta per il migliora– mento del clero e del popolo. Ma se in questo non risparmio ener– gie personali, occorre anche riconoscere che ebbe pure non po-– chi ottimi collaboratori tra il clero secolare e regolare 156 . Tra. questi attirano particolarmente la nostra attenzione i gesuiti. E' tra le loro file ricomposte che nella diocesi di Parma dal 1793- al 1803 milita un santo: Giuseppe Maria Pignatelli 157 • Gia attorno al 1790 il duca di Parma veniva accordando, larga ospitalita ai membri dispersi dell'istituto soppresso dal breve pontificio del 1773, che veniva cosi praticamente ricom-– ponendosi nel ducato di Parma, dove meno che mai ci si sareb– be aspettati una tal cosa 158 . All'inizio del 1793 erano ormai un centinaio gli ex-gesuiti che si raccoglievano in due colonie at– torno alla chiesa di S. Rocco in Parma e a quella di S. Pietro in Piacenza. A Parma in quel tempo si era gia sparsa la voce che, i risorti avrebbero presto riavuto nuovamente il Collegio dei No– bili, la direzione delle orsoline e l'ufficiatura della loro antica. chiesa di S. Rocco 109 . Di fatto nel maggio dello stesso anno in– cominciavano a esercitare pubblicamente il ministero pastorale· con il consenso segreto di Pio VPªº, richiesto dal duca, che ri– stabilendo i:rí forma privata i soppressi, intendeva anzitutto met- 155 Per assicurare questi frutti, fin dal 1791 (cf. RellLzione cit., f.14) il vescovo· aveva pensato di indire un Sinodo Diocesano appena ultimata la visita pastorale; ma. poi temendo che da tale convocazione ne potessero uscire pericolose novita aveva ri-• mandato l'attuazione a tempi piu opportuni (cf. RellLzione cit., del 1794, f.10), che pero non vennero cosi presto, giacché il primo Sinodo Diocesano non poté tenersi che ne! 1878. Cosi in tutto il secolo XVIII a Parma non si ebbe alcun Sinodo,. mentre se ne ebbero ben 5 nel sec. XVII e 6 nel sec. XVI, uno solo nel sec. XIX, e 3 nel sec. XX. Cf. A. ScHIAVI, La diocesi di Parma II, 245-46. Del resto anche a. Roma dopo il 1786 (Sinodo di Pistoia) si diffidava dei Sinodi. Cf. P. SAVIO, Gianse– nizzanti e giurisdizionalisti, in L'!tal. Franc. 31 (1956) 417-426; 32 (1957) 107-113. 1116 Basta ricordare qui gli esaminatori prosinodali nominati il 20 dicembre· 1788: Alessandro Bettoli, provicario generale; Vincenzo Castelli, prevosto di San– t'Andrea; Paolo Artusi, parroco di S. Giacomo Apostolo; Sante Conti, dottore in utroque; Giuseppe Boccelli, parroco di S. Bartolomeo; Antonio Frattini, mansio-· nario della Cattedrale; Vitale Loschi, uditore vescovile; Andrea Mazza benedettino; Eugenio Porta domenicano; Ferdinando Castellina cappuccino; cf. ALLODI, Serie· cronologica II, 414, n.1. · 167 Nato a Saragozza da famig!ia italiana ne! 1737 e morto a Roma ne! 1811. Cf. G. MARSCH, Il restauratore della Compagnia di Gesu. Giuseppe Pignatelli ed il suo tempo, Torino 1938, 382-450. 158 Cf. G. BIANCHI, La vita e i tempi di Gregario Cerati, 278-279. 159 Mazza al Marini: Parma, 8 genn. e 28 giugno 1793. Vat. llLt. 9053, ff. 15& e 169v. 16 º PASTOR, St~ria dei Papi XVI/3, 249.
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