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302 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! Che il Pettorelli avesse trascurato anche la cura spirituale di questo scomodo lembo di montagna, lo dimostrano le 757 cre– sime amministrate dal Turchi nella sola visita del 1789 12 ª. Con zelo e corrispondente pazienza dal 7 al 13 luglio il ve– scovo visitatore ricevette tutto il clero, a cui fece impartire sag– gi di liturgia, esaminando nel tempo stesso con scrupolo i sacer– doti autorizzati per le confessioni e i candidati alla prima tonsu– ra, compiendo accurate ispezioni locali, controllando i registri, le amministrazioni e gli oneri1 29 • Dai formulari freddi e stereo– tipati, come pure dai verbali pieni di schematiche annotazioni, di numeri, di decreti giuridici si vede chiaramente che il que– stionario posto di solito dal Turchi ai suoi preti in cura d'ani– me, abbracciava tutta la tastiera dei problemi parrocchiali, dal– l'adempimento degli oneri piu gravi allo stato di conservazione dei registri parrocchiali 180 , ai banchi della chiesa, alle immagini sui confessionali. Per quanto il vescovo dedicasse al clero la maggior parte del tempo di visita, non trascurava tuttavia il popolo, al quale parlava con frequenza 131 • In ogni pieve forense non tenne mai meno di quattro discorsi pastorali, oltre il catechismo agli adul-,– ti nel giorno di chiusura, giorno destinato anche alla comunio– ne generale che distribuiva p ro p, r i is man i bus 1 ª 2 • Cosi dal 7 al 13 luglió 1789 nel feudo di Monchio e cosi an– corá nei mesi e negli anni appresso fino al 1795, nei diversi vi– cariati della diocesi. E' ovvio pero, come abbiamo notato, che non tutto il, tempo dell'anno veniva impegnato in cosi intensa at– tivita. Qualche nozione di cronologia e qualche cenno particola-– reggiato serviranno a dare maggiore concretezza storica a que– !'lta. fatica pastorale e maggiore luce allo stato della sua diocesi. Scortato dalla milizia nazionale fin sul confine, il drappello dei visitatori passava dal feudo di Monchio 1 ªª ai vicariati mon– tani di Corniglio, Beduzzo, Palanzano, ai quali venivano dedi– cati i giorni tra il 13 e il 29 luglio, ritornando poi alla citta. 134 •. Nonostante le numerose incombenze, dal 17 al 23 ottobre il ve- 12s Visite I, 41-42. 128 Com'e facile intuire, la procedura della visita canonica del Turchi non ha. nulla di originale rispetto ad altri vescovi e neppure mantiene uno schema rígido e fisso. Tuttavia, pur con le necessarie varianti e inversioni, generalmente il ve– scovo prima visita le persone, esamina U clero, fa impartire saggi liturgici, indi ispeziona de visu i rimanenti aspetti piu significativi della vita religiosa: l'apparato sacramentario, la precisione burocrai;ica dei registri, la struttura edilizia della chiesa. Infine conferisce le tonsure, amministra le cresime e la comunione generale, chiu– dendo la visita con la spiegazione catechistica e la solenne benedizione eucarística. 130 In qualche luogo li trova « fumo, acqua, tinea pene consumpti :i, e li fa restituire in integro, cosi p.e. a Casarola, Visite 1, f.53; a Nirone; Visite 1, 118, ecc. 131 Frequente l'espressione « sermone denuo ad populum habito », « sermone iterato » nella stessa giornata. 132 Altra espressione frequentissima, ma non di pura retorica. 133 « Copiosa stipatus militum quantitate discessit e Monchio ». Visite I, f.132. 134 Visite I, ff. 153-509.
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