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TUTELA DELLE LIBERTA ECCLESIASTICHE 297 il ministro Vallotta ai tempi di Ercole III. Il nuovo sovrano, in– fatti, non aveva mai creduto di « dover domandare alla Chiesa l'autorita di rivolgere alle pubbliche urgenze porzione di que' beni, creduti superflui alla medesima » 99 • Evidentemente erano passati non solo i tempi in cui i go– verni di Parma e Modena marciavano uniti nella stessa lotta, ma anche quelli in cui l'antico collaboratore riteneva .superfluo ai sovrani procedere con l'approvazione di Roma. I rapporti tra la corte estense e il vescovo di Parma in seguito a questo inci– dente si raffreddarono, senza tuttavia arrivare a conflitti. Ma il Turchi non retrocedette dal suo sistema pastorale. Anche in se– guito agira infatti con energica indipendenza nella collazione dei benefici posti in territorio estense 100 • E solo nel 1796, quando i francesi occuparono il ducato di Modena unendolo alla Cisal– pina, per forze superiori gli venne interdetto ogni esercizio di gíurisdizione su quella porzione di diocesi1° 1 • Interdizione che duro praticamente fino al 1802, allorché ricorrendo direttamen– te al vice-presidente della Cisalpina, cante Melzi, poté ottenere di essere ripristinato nei suoi antichi diritti su quella parte di diocesi divenuta repubblicana 1 º 2 • Ma gia nel 1799, in una mo– mentanea mutazione di governo apportata dalla parentesi di vit– torie austriaehe sulle armi francesi, il vescovo si era visto re– stituire quel territorio e offrire la rassicurante protezione del braccio secolare da parte del governo di Modena. Pur rallegran– dosi di quest'ultima « spontanea offerta », preferira non alterare il suo sisterr.:a pastorale nel far uso delle sole armi spirituali, « che tutta traggono la loro forza dalla carita e dolcezza evan– gelica » 10 ª. Questo :;ttaccamento ai confini della propria diocesi e que– sta lotta continua per mantenere integra e indipendente la pro– pria giurisdizione episcopale, in altri tempi e in altro soggetto diverso dal Turchi, potrebbe sembrare anche eccessiva e non esente da ambizione di governo 104 • In un uomo che aveva pre- 99 « Mi gue,rderei bene dall'entrare in disputa sulla diversita dei principi da cui parte la diversa maniera di governare di ciascun Príncipe in casa propria, men– tre comprendo cte io· sarei disuguale di armi e d'ingegno... ». Munarini al Turchi: Sassuolo, 22 ott. 1792. MBE, Mss. C11imppri, 12. 10 ° Cf. Carteggio Turchi-Munarinl, che dura almeno fino al 1796 disperso tra i Mss. Campori e in ASM, Gane. estense. Vescovi esteri: Parma, 15/2. - Altro caso assai simile a quello di Galerno e trattato nelle lettere Turchi-Munarini del 13 e 19 marzo, 19 aprile e 19 ott. 1793, in MBE, Mss. Gampori, 12. Vedi a pp. 392-393 il caso Montecchio, assai significativo. 101 Cf. D. BOLZONI, Vita di Vitale Loschi, 27. . 102 Turchi al cardinale Consalvi: Parma 19 ott. 1802, in P. SAVIO, Clero fran– cese, 296. Cf. anche E. MICHEL, in Dizionario del Risorgimento IV, 494. !03 A un m:nistro estense: Parma, 29 maggio 1799. MBEl, Autogra/oteoa Cam- pori. 1 º 4 Segreta ambizione che sembra affiorare anche in una questione avuta col– l'Ordine Costantiniano di S. Giorgio. Il gran maestrato di quest'Ordine cavalleresco, che credevasi ist:tuito .da Costantino per commemorare la vittoria su Massenzio, era stato venduto da Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, ultimo dei Flavi Comneno, discendenti degli imperatori d'Oriente, a Francesco Farnese duca di Parma
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