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TUTELA DELLE LIBERTA ECCLESIASTICHE 295 ral sicurezza di destar in tutti le meraviglie e fors'anche di ac– ,quistare il biasimo di alcuni pochi » e aveva concluso auguran– -dosi che i suoi sermoni potessero far fede ai « nostri nipoti », che « nel secolo decimo ottavo, secolo dei disordini e dei sacrile– ·gi, vi fu un vescovo ... che ebbe cuore di attaccare pubblicamen– te e disordini e sacrilegi » 86 • L'omelia venne accolta dal governo di Modena come una sparatoria contro le riforme, le soppressioni di chiese e beni ec– clesiastici operato nei propri stati 87 • Lo scritto pastorale non vi ottenne percio libero ingresso. Pur contenendosi a fatica, Ercole III riusci per il momen– to a reprimere il malumore. Quando, pero, nell'agosto seguente si rese vacante la ricca parrocchia reggiana di Calerno, situata nei suoi stati, ma dipendente per cura d'anime da Parma, mise nuo– vamente alla prova l'amico. Pretese che la cura d'anime venisse affidata a un suddito estense, possibilmente a Giacomo Tavoni, e che con il reddito assai pingue della parrocchia, che oltrepassa– va i 3000 zecchini, venissero dotate in perpetuo alcune parrocchie povere dei suoi stati 88 • Il vese.ovo di Parma, dopo avere dichiarato di voler agire « senza esitazione, ma con tutta liberta e sicurezza » 89 , tenne conto bensl del presentato dal governo, ma si rifiuto, « con tutta sincerita ed ingenuo rispettoso candore » dal prestarsi circa la ·dotazione delle parrocchie povere. Tale decisione, a suo parere, eccedeva la facolta ordinaria dei vescovi; e d'altronde, contro il desiderio espresso dal sovrano, riteneva sufficiente provvedere di ·s. Bernardo dello stesso anno (Sopra /,a tolleranza in materia di religione, in Op. compl. III, 129-145), perché contenenti « un'aperta censura a tante leggi e provvidenze emanate... dai principi d'Europa », censure dichiarate percio « im– prudenti in bocea d'un vescovo che parla al popolo ». Cf. copia di documenti in PEZZANA, Merrwrie del Turchi, f.274, mss. PBP. Al medesimo governo non piacque neppure l'ome:ia recitata da! Vescovo di Parma nella Pentecoste del 1794, come si puo vedere alla nota 50 del capitolo seguente. Pero l'omelia di Pentecoste del 1792 venne ristampata proprio a Modena anche ne! 1864, allorché si tratto di confutare un nuovo progetto di legge d'incameramento di beni ecclesiastici, presentato da! mi– nistri Pisanelli, cf. Una vecchia confutazione di un nuovo progetto di legge del .mi– nistro Pisanelli sull'asse ecclesiastico, Modena, Tip. Eredi Soliani, 1864, 20. 86 Op. compl. II, 40. 55-56. - Nella festa di S. Bernardo, patrono di Parma ( 4 dic.), in quello stesso anno teneva l'altra omelia Sopra i beni di chiesa considerati ..in ra.pporto agli ecclesiastici c·he· ne hanno l'uBo, ivi, 58-73. 87 Secondo il governo estense l'omelia « disapprovava la diminuzione delle chiese, che si sono dovute sopprimere negli Stati di Modena a cagione dell'eccedente loro numero. Disapprovava pure la riduzione delle feste qui fatte, perché l'A.S.Ser.ma .aveva osservato che in esse succedevano i maggiori delitti, e si commettevano piu crimini, e che inoltre mancava ai rustici, ed agli artigiani il tempo e per compiere i lavori, ed il modo onde alimentare le proprie famiglie, motivi che ad esempio del– l'lmperatore, Ed altri principi hanno mosso !'animo Sovrano d'andare incontro ai suddetti inconvenienti colle citate soppressioni, e non ha quindi potuto tollerare la ,distribuzione della suddetta [omelia] ne' propri Stati, perché slodava le cose qui fatte con maturita e riflessione... ». Munarini al Ventura: Modena, 10 ott. 1792. MBE, Mss. Campori, 12. 88 Munarini al Turchi: Modena, 23 agosto 1792, e altra del 25 agosto. MBE, .Mss. Campori, 12. 89 Turchi al Munarini: Parma, 27 agosto 1792, minuta MBE, Mss. Campori, 12.
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