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294 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! di trovare persone capaci, di provvedere fondi per la loro siste– mazione, perché parlare allora di maggiore comodita per i sud– diti estensi ? 79 • Deluso dalla risolutezza del vescovo di Parma che protesta– va inoltre di essere « pronto a difendere con tutte le forze i giu– sti diritti dell'ordine [sacerdotale] » e ad alzare la voce contro tutto cio che gli sembrava ledesse i suoi diritti e quelli dei suoi parroci 80 , Ercole III dovette per allora cedere e accantonare i negoziati. Questo primo incidente non apporto tuttavia alcun rallenta– mento nei rapporti d'amicizia che correvano tra il Turchi e la corte modenese. E anche quando alla proposta estense di desti– nare almeno i vicari foranei a interporre la loro informazione nei conflitti sui beni ecclesiastici delle terre reggiane, sull'inizio del 1790 il vescovo di Parma rispondeva francamente che l'uomo onesto dice schiettamente non p o s so , perché c red e di non pote re 81 , tali relazioni amichevoli non subirono alcun raffred– damento82. Anzi, nel settembre di quello stesso anno 1790 Er– cole III, tramite il ministro Munarini, si rallegrava col vescovo che con la sua oratoria, coll'esempio e incitando il clero ad ap– plicarsi alla spiegazione domenicale del vangelo, contribuiva ef– :ficacemente alla « pub b 1 i ca fe 1 i cita » dei popoli con eviden– te « van ta g g i o de 11 a so c i et a e de 1 p r in c i pato » 83 . Nel tempo stesso gli permetteva di ristabilire nelle parrocchie della sua diocesi soggette a Modena, alcune feste di precetto gia sop– presse nel 1786 sotto il vescovo Pettorelli 84 . Nell'ottobre seguente, come pure ancora nell'ottobre del 1791, il vescovo di Parma si rechera in Sassuolo a far visita cordiale a Ercole III, che lo tratta col nome d'amico. Tuttavia il sovrano estense che nel 1790 si era complimentato col Turchi per la sua fra"llca predica– zione, due anni dopo, nel 1792, doveva invece trovare diverse ra– gioni per dolersene. L' incidente, che venne a risollevare mol– teplici problemi e a portare nuovamente alla ribalta la questio– ne delle parrocchie sconfinanti, fu provocato dall' omelia Sopra i beni temporali della cattolica chiesa recitata nella Pentecoste di quell'anno 1792 85 . In essa l'oratore aveva esordito con «una mo- 79 Inconvenienti nello stabilimento del vicario generale e Motivi per il vicario, s.d. [nov. 1788], MBE, Mss. Campori, 12. so Turchi ad Ercole III, minuta s.d. [fine 1788]. MBE, Autografoteca Campori. 81 Turchi al Munarini: Colorno, 12 genn. 1790. MBE, Autografoteca Campori. 82 Quando nel maggio di quello stesso anno passarono da Parma il vecchio ge- nitore e il :fratello del ministro Munarini, il vescovo fu pieno di attenzione per gli ospiti estensi, Cf. Munarini al Turchi; Modena, 10 giugno 1790~ MBE, Mss. Cam– porí, 12. 83 Munarini al Turchi, Modena, 3 sett. 1790. Arch. Vat., Vescovi 321, ff. 63-66, eopia; cf. anche P. SAVIO, Clero francese, 295. 84 Cf. Editto del 13 nov. 1790, in Op. eompL I, 114-116. 85 Op. compl. II, 40-57. - Il governo di Modena, in data 11 luglio 1792, proibi « con gran forza e premura » l'introduzione di questo scritto nei suoi stati, come interdisse pure l'introduzione delle omelie recitate dal Turchi nella Pentecoste del 1795 (Sopra i ministri del santuario, in Op. compl. III, 97-112) e per la festa di

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