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TUTELA DELLE LIBERTA ECCLESIASTICHE 293 condividere con lui il potere episcopale non erano veramente né poche né insignificanti. Temeva anzitutto, l'emancipazione del suo clero posto in terra estense, vedeva il pericolo che il vicario ec– cedesse nella propria autorita, il rilassamento disciplinare, le sopraffazioni e gli abusi governativi. Paventava inoltre che po– tessero nascere in seguito di:ffidenze tra i due stati confinanti e i vescovi7 4 Quando, cambiando tattica e argomenti, sulla meta di otto– bre il Turchi comincio ad insistere maggiormente sul non vole– re essere né il primo, né l'unico a concedere l'istituzione di un vicario per provvedere sconfinamenti che erano comuni a moltis– sime altre diocesi italiane e non italiane, il governo di Modena lo prese in parola. Ercole III si mostro, infatti, propenso ad ac– cettare l'instaurazione di un vicariato neutrale che interessasse egualmente gli sconfinamenti delle diocesi finitime di Lucca, Par– ma e Sarzana 15 • Sembrava che il progetto non dovesse incontra– re serie di:fficolta, tanto piu che la Santa Sede aveva concesso una simile istituzione anche al re di Sardegna per i suoi stati7 6 • Nel tempo stesso il marchese Cortesi, a nome di don Ferdinan– do, avanza\·a invece una proposta piu radicale e piu sbrigativa: che i due vescovi di Parma e di Reggio si scambiassero le par– rocchie sconfinanti7 7 • L'insperato allargarsi delle trattative, non raggiunse pero l'effetto desiderato. Attaccato piu che mai alla propria giurisdi– zione, sollecitato forse da Roma, il vescovo di Parma rifiuto al– lora di discutere qualsiasi schema di riorganizzazione della cu– ra d'anime, e cerco scampo in una soluzione, a suo giudizio, pi.u semplice e piu canonica: la proposta di sbrigare volta per vol– ta le questoni occorrenti attraverso dei semplici delegati, sen– za arrivare•a creare un vero e proprio vicariato permanente 78 • In realta le di:fficolta principalmente d'ordine tecnico, avanzate stavolta dal Turchi, venivano ad accrescere forza ai disordini mo– rali gia lamentati. Tenuto conto che le parrocchie discusse rap– presentavano geograficamente una striscia lunga e stretta, senza un centro naturale ben definito, con strade malagevoli, con man– canza di collegamento e di posta, considerate pure le di:fficolta 74 Memoriale del Turchi, B,d. e diverse minute in MBE, Mss. Campori, 12. 75 Munar'.ni al Turchi: Modena, 22 ott. 1788. MBE, Mss. Campori, 12. Cf. anche la risposta del Turchi, Parma, 27 ott, 1788 in ASM, ·Gane. estense, Vescovi esteri, Parma, 16/2. 76 Munar'.ni al Turchi: Modena, 14 nov. 1788, e anche lettera di Martino, Bianchi, vescovo di Lucca, al Turchi: Lucca, 26 nov. 1788. MBE, Mss. Campori, 12 .. 77 Proget:o che verra riproposto nuovamente ne! 1792. Cf. Munarini al mi– nistro C. Ventura: Modena, 10 ott. 1792, copia in MBE, Mss. Campori, 12. 78 « Ricercato la prima volta su tale assunto non ho parlato che per me stesso, parendomi !ese le mie convenienze, nel vedermi e primo e solo e su! cominciare del mio governo assoggettato alla novita del predetto stabilimento... Ora che vengo in– terrogato sull'e:itita della cosa stessa, mi credo in obbligo di esporre tutto quello di cÚ.i sono intimamente persuaso... ». Al Munarini: Colorno, 21 nov. 1788, minuta in MBE, Mss, Gampori, 12. ·
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