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TUTELA DELLE LIBERTA ECCLESIASTICHE 291 L'impresa che meglio d'ogni altra manifesta i nuovi atteg– giamenti dell' ex-collaboratore dei governi giurisdizionalisti di Mo– dena e Parma, e quella della riorganizzazione della cura d'anime tentata dal governo estense, che mirava all'esclusione degli or– dinari stranieri dalla giurisdizione dei propri stati, sperando evi– dentemente sull'appoggio del nuovo vescovo di Parma. Gia irr..mediatamente dopo l'elezione episcopale e prima an– cora della consacrazione, questi si era trovato nella necessita di trattare con Modena la spinosa questione. In questo campo le condizioni erano in realta quanto mai confuse. Cosi, la diocesi di Reggio Emilia soggetta al sovrano di Modena aveva undici par– rocchie in terra parmigiana. La diocesi parmigiana a sua volta aveva una parrocchia in terra cremonese, due nel ducato piacen– tino e soprattutto sconfinava non indifferentemente verso il ter– ritorio estense. II nastro delle chiese reggiane dipendenti da Par– ma e che dai piani di Gualtieri, S. Vittoria, Campegine, Caler– no, Gaida, Montecchio, costeggiando piu o meno il confine parmi– giano saliva su su fino a Roncaglio, a Monchio delle Olle, a Scurano, abbracciava infatti ben 21 parrocchie 60 • Anche in passato le anime, e piu ancora i beni posseduti dalle anime che vivevano in quella stretta striscia di terra, era– no stati oggetto di questioni e gelosie 60 • Ercole III d'Este 67 , successore e continuatore della política ecclesiastica di Francesco III si riprometteva percio, per la mag– giore comodita dei sudditi estensi (come diceva) di arrivare ad una riorganizzazione. Pertanto prego il Turchi di fare i passi op– portuni per ottenere dalla Santa Sede la destinazione di un vica– rio generale residente in terra estense, il quale, pur sempre sal– va l'autorita episcopale circa il visitare ed esercitare la sua giu– risdizione « spirituale ed ecclesiastica » sulla parte cantesa, trat- •• In territorio cremonese era situata la parrocchia di Torricella; in territorio piacentino quelle di Mariano e Careno di Pellegrino. Sotto Reggio erano invece le seguenti parrocchie: Gualtieri, Boretto, Pieve Saliceto, Lentigione, Meletole, Co– gruzzo, Castelnuovo Sotto, S. Savino, Campegine, Cade, S. Eulalia (oggi S. Ilario), Calerno, Gaida, Barco, Cavriago, Montecchio, Roncaglio, Monchio delle Olle, Bazzano, Scurano. Cf. anche F. MAGANI, Ordinamento canonico della Diocesi di Parma, I, 501-503. Altre parrocchie (come Poviglio, Fodico, Praticello, Nocetolo, Taneto, Com– piano, Borzano, S. Vincenzo, Succiso) pur essendo oltre il fiume Enza, erano tutta– via soggette anche civilmente a Parma. 66 Cosl. p.e. le terre possedute dalla cura d'anime di Castelnuovo Sotto davano il reddito annuo di oltre 5.000 Iire, piu i canoni livellari, Visite II, f.399; quelle di Calerno oltre 3.000 zecchini; la Collegiata di Gualtieri aveva fondi che fruttavano 17.658 Jire, da dividere tra il parroco, 6 canonici e 2 mansionari, sottratte pero 3.708 Jire per fa fabbriceria, Visite II, ff. 184-199; il monastero delle agostiniane del Corpus Domini in Castelnuovo, di diritto diocesano parmense, possedeva 11 fondi terrierr (circa 750 biolche di terra), che fruttavano 44.000 Jire annue, somma che (date le 15 suc,re coriste, 10 converse e 3 educande) non lasciava che il margine di 1.500 Jire, Visite II, f.520. Povere o con un reddito inferiore alle 1000 Jire annue erano le parrocchie di Gaida, Lentigione, Scurano, Bagazzano, Monchio delle Olle, Roncaglio. Cf. Visite, passim. 67 All'annunzio dell'elezione episcopale del Turchi, esultante aveva scritto al neo-eletto « e o me a f r ate 11 o», da Modena, 26 maggio 1788, MBE, Mss. Campori, 12.
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