BCCCAP00000000000000000001361
290 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! Questa. capacita finanziaria del Turchi, non dovette sfuggi-– re neppure alla duchessa Amalia, che sempre gravata di debiti e bisognosa di danaro, fin dalla primavera del 1789 si era ri-– volta a lui per tentare di arrivare a sanare i forti dissensi, che gli sbilanci economici avevano creato tra lei e il marito. In un primo tempo, il vescovo aveva pregato la sovrana di dispensar-• lo dal trattare di finanze eón l'Infante 59 • Alle ripetute istanze della duchessa, che aveva cercato di obbligare la gratitudine del precettore dei suoi fi.gli, il Turchi si era cimentato in sondaggi inconcludenti 0O • Né le trattative furono piu. felici l'anno appres– S061. Amalia non era del resto una donna che fosse disposta a scendere a mezze misure o a sottomettere i propri giudizi, e me– no ancora le proprie spese alla sentenza di altri. Percio le in– comprensioni familiari che tenevano divisa la corte tra Sala e Colorno _continuarono. II Sopransi che, come era ovvio, ignoro, questi negoziati degli anni 1789-1790, poté accusare con tutta. semplicita il vescovo di non avere usato del suo ascendente sul– la casa rea.le per risolvere queste penose vertenze familiari 02 • Pur non essendo riuscito a conciliare i sovrani, il vescovo conti– nuo nondimeno ad assisterli spiritualmente e a mantenere con loro ottimi rapporti"ª. 3. TUTELA DELLE LIBERTA ECCLESIASTICHE. Se in questo riordinamento interno della diocesi íl Turchi sí mostro sinceramente premuroso, non si rivelo meno zelante nel– la tutela delle liberta ecclesiastiche 64 • cio era stato fatto per una misura di precauzione; d'altronde poi calcolanclo !'en-– trata e la spesa, doveva rimanerci un annuo avanzo di piu migliaia di scudi >. A. Scarabelli, ministro della Cisalpina a Parma, a G.C. Tassoni, ministro della me– desima a Firenze: Parma, 13 sett. 1803, in C. CANTU, CorriBpondenza di diplomatioí della Repubblica, e del Regno d'ltalia (1796-1814), 258. 118 Parma, 25 aprile 1789, in MBE, Mss. Campori, 12: edita in App. I, doc. 48. 60 E'. notevole la franchezza rispettosa con cui il .vescovo tratta con la so-– vrana: « La faccia d'ingrato non mi conviene. So quello che debbo a V.A.R. e sono penetrato da una viva riconoscenza. 11 primo segno pero della gratitudine mia sara. sempre quello di dirle in ogni incontro la verita... >. Lettera s.d. [autunno 1789 ?] r MBE, Mss. Campori, 12. Cf. App. I, doc. 49. 61 Turchi ad Amalia, 15 e 18 sett. 1790. MBE, Mss. Campori, 12; cf. App. I, doc. 60-51. - Ancora nel 1802 la duchessa e gravata da debiti. Cf. N. Mu-– SINI, Un amministratore privato di Casa Borbone e un carteggio inedito dli Maria· Amalia e Luisa Maria, in Aurea Parma 14(1930) 178-85. 62 RiflesBioni I, 22. •• Si noti la tenerezza pastorale con cui scrive alla duchessa: « V.A.R. dira che predico sempre: ma a chi debbo predicare se non predico in caso di vero bisogno alla piu preziosa ed alla piu cara Pecorella che io abbia nel mio ovile? Ascolti la voce del suo Pastore... ». Parma, 18 sett. 1790. MBE, Mss. Campori, 12. Cf. App. I, doc. 62. - La perfetta fusione che intercorse sempre tra il Turchi e don FerdinandO" non ha bisogno qui di documentazioni. 64 Nelle Relazioni inviate a Roma (del 1791, f.15; del 1794, f.l0r) il Turchi non manca di fare notare questa sua costante preoccupazione.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz