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RIORDINAMENTI E IMPULSI AL MIGLIORAMENTO 289 morale, ribadi la necessita delle discussioni dei casi di morale, euro l'attivita liturgica, sugged la fondazione di accademie ec– desiastiche56, moltiplico le vigilanze e le ispezioni. E' difficile accertare fino a qual punto questi suoi generosi sforzi abbiano influito nella elevazione economica, intellettuale e morale del clero diocesano. Lo stato generale della chiesa parmense .alla sua morte non appare né roseo, né nero, né si nota alcun pas– :so in avanti di grande importanza. I tempi non erano del resto favorevoli ai miglioramenti sensibili. La tassa forzosa di 2.000.000 ,di lire imposta dal Bonaparte nel 1796, le continue contribu– ·zioni e somministrazioni di danaro richieste al paese tra il 1796 ce il 1801 erano finanziariamente meno incoraggianti delle stesse depredazioni perpetrate dagli eserciti di passaggio nel ducato. Tuttavia, nonostante i molteplici lavori compiuti, i sussidi pecu– niari prestati, le imposizioni, attorno al 1797 il bilancio del pe– culio personale del Turchi offriva un ,margine di circa mezzo milione di lire, che il vescovo nel primo testamento per togliere l'ammirazioµe popolare, giU:stificava come misura di precauzio– ne contro i Francesi, aspettandosi da un momento all'altro di •essere da loro deportato in qualche castello per scontare le in– vettive indirizzate contro di loro 57 . Né le sue condizioni economi– ·che erano diverse nel 1803 58 . ·Martini (cf. Cerretti al Pancaldi: Parma, 22 febbr. 1799. MAS, Trien. repubbl., 190; Notizie di vecchia data, ms. in APC, f.4); accolse e protesse il profugo Evasio Leone, poeta e oratore piemontese (cf. Prefazione del I vol. delle Opere di questi, apparso .a Fermo 1803; R.. DE Mrnrcrs, Memorie intorno alúz vita e alle opere di E.L., in .Opere edite e inedite del medesimo, Ancona 1853, XIII-XIV; ne! 1803 pare che il Leone fosse vivamente pressato dagli amici a scrivere un « elogio storico » del 'Turchi. Cf. C. FRATI, Evasio Leone e le sue ricerche intorno a Nicolo vesc·ovo Mo– drussiense, in La Bibliofilia 18[1916] 98); apri l'archivio diocesano (cf. PEZZANA, Memorie VI, 201. 203) allo storico Ireneo Affo, il quale gia il 3 giugno 1788 aveva :scritto al cardinale Valenti Gonzaga che da! nuovo vescovo si riprometteva « maggior liberta di spolverar carte vi,cchie in que' luoghi, dove la vandalica gelosia dell'an– tecessore [mons. Pettorelli] non gli avrebbe mai permesso » (cJ'. A. NERI, Lettere inedite di P. lreneo Affo, 216; F. FRZOP, P.I. Affo epistolografo, 218, n.114; G. LOM- 13ARDI, Motivi per cui non fu possibile nel '700 scrivere la storia di Parma, in Arch. Stor. Prov. Parm. s.111, 4[1939] 141); e oltre che continuare i rapporti amichevoH con poeti come Cerati, Uberto Giordani, Vincenzo Jacobacci ed altri, accetto di essere socio corrispondente e onorario dell'Accademia degli Unanimi di Torino (cf. carteggio di Evasio Leone, preside dell'accademia, col Turchi, in MBE, Mss. Campori, 12), e dell'Accademia Italiana di Siena (cf. Diploma firmato da] segretario Giacomo Sacchetti e lettera del medesimo al Turchi, Siena, 30 nov. 1798. MBE, .Mss. Campori, 12). 56 Particolarmente nei centri ove il clero era piu numeroso, al fine di radu– ·narlo, toglierlo dall'ozio e « renderlo abile agli esercizi della lor professione », come :s'esprimeva al Munarini: Colorno, 11 maggio 1790. MBE, Mss. Campori, 12. - Sembra •che tali accademie fossero sufficientemente numerose per la diocesi. Cf. Relazioni cit. del 1791, f.15-16; del 1794, f.10v. 07 Notizie di vecchia data per compiere il libro del convento di Parm.a, ms. in APC, f.8; e copia del testamento del Turchi in data 81 marzo 1797: Parma, in Arch. Vese., cass. Turchi e in APC. 58 Cf. Testamento del Turchi in data 1 sett. 1803. Parma, Arch. Notarile, A. Righini (1770-1803), n. 551. « Non si parla di molta somma, che se gli sia trovata in contanti, locché fa credere che se ne sia occultata al pubb!ico una parte da ero– gare in opere pie, giacché si sa che iI vescovo stesso aveva dichiarato, aH'oggetto .di prevenire qualunqne mormorazione per cnmolo di danaro da lui ammassato, che ••1 19. - Adeodato Turchi

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