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288 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! varlo moralmente e spiritualmente, occorrevano altri accorgimen– ti pastorali. Il Turchi cerco di risolvere il problema senza teoricismi li– breschi e, ancora una volta, con mezzi di estrema praticita, che pero non furono sempre coronati dal successo. Cosi nella pri– mavera del 1789 iniziava una accurata visita pastorale alla dio– cesi con !'intento particolare, ma non esclusivo, di riparare ai bi– sogni delle parrocchie piu povere, toccandone per cosi dire con mano le esigenze economiche, diagnosticandone a fondo le ferite. Magre le entrate di un forte nucleo di esse e per di piu male amministrate 50 • Le terre rovinate dai contratti enfiteutici. Ab– bondanti le questue e i questuanti abusivi, a scapito degli inte– ressi veramente ecclesiastici 5 1. Non rechera percio meraviglia nel constatare che i decreti lasciati dal Turchi nelle sue visite pa– storali riguardano in gran parte l'amministrazione finanziaria be– neficiale. Ma fu forse colpa dei tempi se solo poche parrocchie mutarono effettivamente condizioni economiche 52 • Dati i passati atteggiamenti e l'indole mentale del nuovo vescovo, gli spiriti religiosi aperti al progresso avevano rite– nuto fin da principio di poter contare con sicurezza che egli avrebbe proseguito i suoi sforzi, mentre d'altra parte il clero incline a seguire senza scosse le norme pastorali tradizionali te– meva di trovarsi a disagio. Ma né le speranze dei primi, né i timori degli altri erano destinate ad avverarsi. Anche per tagliar corto e spiantare alla radice il sorgere di inopportune dispute dottrinali, gia nella prima pastorale al clero e al popolo della sua diocesi, esponeva chiaramente che nel suo governo non avrebbe favorito in alcun modo i «so t ti 1 i disput'atori», bensi i «grandi operai» 5 ª; di qui anche la vigilanza che i concorsi beneficiali fossero regolari e giusti, nel .tempo stesso che servissero come crivello selezionatore 54 • E pre– messo che lo studio doveva .servire a fare :migliori i costumi e a rendere il clero adatto al ministero piu che a disputare con calore di partito, abbondo in aiuti55, incoraggio lo studio della 110 Alcuni confronti li faremo piii avanti parlando della visita pastorale. Anche nelle Relazioni inviate a Roma (del 1791, f.18; del 1794, f.8) il Turchi si lamenta della poverta di alcune parrocchie, che non sa come fare a sovvenire, tanto piii che la gran maggioranza dei benefici semplici e i piii ricchi, in diocesi sono tutti di diritto patronale e pochi di libera collazione. Il Moreau (Note mss., in Mss. parm. 550, f.187, PBP) afferma pero che ancora alla fine del secolo erano ecclesiastici i tre quinti dei beni del ducato, mentre il Cerretti nel 1798 scriveva: « La casta pri– vilegiata della cocolla vi possiede [nel ducato] due terzi tuttora intatti del terri– torio ». Cerretti al Testi: Parma, 5 genn. 1798. MAS, Legazione italiana a Parma, 218. 51 Sulle questue e il numero eccessivo dei questuanti oltre i diversi decreti dati nella visita, vedi anche l' Editto del 4 luglio 1789 (Stamp. M. Rossi-Ubaldi), Parma, Arck. Vese., cass. Turcki. Cf. CHERBI, op. cit., 457. 52 PEZZANA, Memorie VII, 268; ALLODI, Serie cronologica II, 444. •• Op. compl. I, 18. 54 Cf. SCUTELLARI, Orazione fu11,ebre, XLIX; G. CAPPELLETTI, Le Ckiese d'ltalia XV, 183. 115 Non risparmio aiuti e incoraggiamenti anche ai letterati e artisti. Cosi, contribul con danaro e appoggi a mantenere a Roma per alcuni anni il pittore Biagio

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