BCCCAP00000000000000000001361

286 ATTEGGIAMENTI PASTORALI L'unico feudo di un certo valore politico, ma non economi– co, era rappresentato dalle corti di Monchio e di Rigoso, dette le Valli dei Cavalieri, ossia le tredici ville di Monchio, sul confine montano tosco-emiliano, per le quali il vescovo di Parma gode– va il titolo di conteªª. Gli abitanti di quell'avanzo di altri tempi vivevano indipendenti dall'autorita del governo, nominalmente sotto il sommo imperio del vescovo, ma in effetto liberi da ogni freno, quasi senz'imposte, in anarchia e in. estrema povertaª 4 • Le entrate del feudo, oltre che essere per loro natura irriduci– bili a somma precisa, erano spesso superate dal numero dei ri– correnti, che con suppliche e con preghiere chiedevano condona– zione dei debiti e sovvenzioni caritative 35 • Sul reddito di questo feudo non si poteva fare molto affidamento. Di mente concreta e abituata al calcolo, il Turchi si attenne percio ad altre vie piu sicure, anche se apparentemente meno vistose. A Roma chiede la condonazione degli arretrati e la riduzio– ne della tassa delle galere, che doveva come feudatario 36 • Da Mo– dena implora, prima « come cappuccino » e poi .anche « come ve– scovo ch'entra in possesso della sua chiesa carico di gravissimi debiti da non potersi pagare col lasso di molti anni », i frutti della mensa episcopale maturati durante la sede vacante dai be– ni, non trascurabili, posseduti in quello statoª 7 • Ercole III d'Este, benché osservi che un vescovo fornito d'una entrata annua di set– te o otto mila :filippi non possa dirsi « né cappuccino, né pove– ro » 3 8, tuttavia, non solo gli concede i frutti richiesti, detratto solo il 10% per la cassa dell'economato generale estenseª9, ma :si dichiara pronto a prestare il braccio secolare per la f edele esazione 40 • A queste rivendicazioni tenne dietro una pm equa ammrn1- strazione, sia dei beni episcopali che personali. Il reddito s'ac- 38 Cf. Ampia descrizione di G. MICHELI, Le valli de' Cavalieri, Parma 1915. Anche G. CIGNOLINI, Descrizione storica, fisica, morale e politica de lle Corti di Mon– chio, dominio nello spirituale e temporale della sede vescovile di Parma, in Ms. parm. 360 [sec. XIX], PBP. - Altro piccolo feudo era costituito da territori di Castrignano, Cozzano, e Antesica, mentre altri territori notabili erano posseduti dal vescovo di Parma in Felino e in Fontevivo. 34 Essendo il paese ricetto di contrabbandieri, di facinorosi, di disertori, vi erano egualmente frequenti gli ammutinamenti contro i dazi e le imposte. Il Du Tillot aveva tentato inutilmente con il Pettorelli una permuta di quelle terre poste sul confine, con altre nel ducato. Cf. BENASSI, Guglielmo Du Tillot V, 193-197. 35 Stato economico della mensa vescovile cit. 36 Dietro preghiera del Pettorelli nel 1779 era stata ridotta a soli 50 scudi annui, da lui lasciati da pagare al suo successore! Cf. Supplica del Turchi a Pio VI, s.d. [1788], minuta in MBE, Mss. Campori, 12. 37 Memoriale del Turchi al Munarini s.d. [sett. 1788], minuta. MBE, Mss. Campori, 12. 38 Munarini al Turchi: Sassuolo, 5 ott. 1788. MBE, Mss. Campori, 12. • 9 Munarini al Turchi: Modena, 22 ott. 1788. MBE, Mss. Campori, 12. 40 Lettere di Ercole III e Munarini al Turchi: Modena, 3 nov. 1788. MBE, Mss. Campori, 12. Cf. anche carteggio relativo in ASM, Cancelleria estense. Vescoví esteri, 15/2.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz