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284 ATTEGGIAMENTI PASTORALI al loro primitivo ministero 23 , e una prova ben decisiva del suo genio accomodante e cortigiano.'.. 24 • Ch'egli non sia troppo amico della cristiana mortificazione lo da a divedere nella sua condotta Episcopale, mentre del Episcopato, che S. Paolo chiama bonum opus, egli ha scelto il bonum, ed ha ripu– diato l'opus, ed ha colto la rosa senza toccar le spine. Egli non assiste quasi mai alle ecclesiastiche funzioni, né si lascia vedere alle pubbliche processioni di penitenza né ordinarie né straordinarie. Vi assistono il Clero secolare e regolare, le Compagnie, i Magistrati, i Mercanti e gli Artisti, ma non vi assiste il Pastore per suo comodo. La sua dottrina e piacevole, armoniosa, ed accomodante... Egli ha preferito il soggiorno della Corte a quello del Chiostro e del Episco– pio, da cui e stato assente ben quattro quinti del suo Episcopato... » 25 •. E piu avanti ritornando sugli scandali piu manifesti della vita episcopale del Turchi, il carmelitano cosi li compendia: « La quantita eccessiva delle bettole, che si tengono aperte in Parma, e la prima verita di fatto, che e nota a tutti; la persecuzione susci– tata contro i migliori Ecclesiastici dello Stato sotto pretesto di Giansenismo, e rigorismo, e la seconda, che e del pari palese. La terza e l'introduzione dei Gesuiti ne' loro collegi, e scuole, e nell'an– tico loro ministero della predicazione, direzione delle coscienze, ed istruzione della gioventu, che e parimenti pubblica » 26 • Di tutte queste accuse, quella di essere stato « assente per quasi otto anni dalla propria residenza occupato in tutt'altro che nel pascere il proprio gregge » 21 e senza dubbio la piu forte. Ma anche qui occorre fare non poca tara alle parole del Sopransi. Anche l' Affo, gia nel 1789, notava che per impegnarsi intera– mente al bene della diocesi, sarebbe stato necessario al vescovo 23 « Dira egli forse d'averlo fatto coll'intelligenza, o fors'anche ad insinuazione del successor di Clemente?... Questo e un mettere la Chiesa in contraddizione con se stessa... 11 rappresentare la Chiesa, che da ordini e contr'ordini, e distrugge oggi que! che ha fabbricato ieri non e certamente un farci troppo onore; e poi non ba– sterebbe una dispensa privata, e segreta a irritare un decreto pubblico e solenne..• Oltre di che e voce comune, che M. Turchi non sia mai stato di massima, e di genio Gesuitico, do che gli fa onore, ed un uomo di talento e di studio come egli e, e moralmente impossibile che lo sia; come dunque in questo caso egli ha operato e contra genio, e contro coscienza, e contro i Decreti Apostolici, e contra la pratica di tante Chiese, nelle quali si osserva la suddetta Encíclica fedelmente ?... ». Riflessioni I, 23-24. 24 Riflessioni I, 19-25. 25 Riflessioni I, 33-34. 11 Degola cosl fa eco al Sopransi: « Precher les pre– tentions les plus absurdes de la Cour de Rome; confondre perpetuellement l'église avec le Pape, pour lui attribuer l'infaillibilité et toute. puissance sur taus les pas– teurs et le fidelles; lancer des anathemes sur le Synode de Pistoye, sur l'Université de Pavie, sur le clergé Constitutionnel de la France; faire l'apologie des spectacles. et des amusemens du siecle; frapper sur les Ministres fidelles, insulter a la plus pure morale, accorder sa confiance a des hommes d'une doctrine relachéé. A cela. qu'on ajoute sa demeure a la Cour, jusqu'a y rester presqu'huit années de suite sans. paroitre quasi dans sa Cathedrale, qu'on ajoute encare sa somptuosité dans les meubles, sa delicatesse a la table, le luxe de son train, n'est il pas evident, que non seulement M.r Turchi n'est plus ce qu'il étoit une fois, mais qu'en outre les caracte– res des faux prophetes peuvent bien lui convenir exactement ». E. CODIGNOLA, Car– teggi di giansenisti liguri III, 336. 28 Riflessioni I, 253-254. 27 Riflessioni I, 43. 86. 184.
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