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IN DIOCESI 283 pero inutile avvertire che con cio né dopo di c10, non intendiamo giustificare o condannare o anche solo esaminare i singoli punti di accusa. Le testimonianze del carmelitano sugli abusi e disordi– ni della diocesi di Parma, hanno un valore troppo relativo per essere prese in serio esame 19 , ma servono nondimeno a lumeggia– re e caratterizzare meglio il panorama religioso e morale del– la chiesa parmense, e a rendere piu espressivo l'abbozzo della figura del vescovo. Ecco i piu forti capi d'accusa da noi ritrovati qua e la nelle Riflessioni su,lle omelie: « ... La sua lunga dimora in Corte, or come precettore, or come Confessore della famiglia Reale, e lontano dalla sua canonica resi– denza. Una tale assenza doveva senza dubbio• portare pregiudizio ai doveri dell'Episcopato... L'eccessiva quantita di bettole che in Parma superano forse del doppio il numero delle Chiese 2 º e li scandali che ne sono l'inevitabil pensione, hanno obbligato i Parrochi a fare le loro rimostranze al Vescovo, accio colla grazia ch'egli gode del Principe, l'inducesse a levar queste pietre d'inciampo, e questi asili della dissolutezza e del libertinaggio; ma il ricorso ando a vuoto e le bettole continuano a fruttar come prima... La piena liberta, colla quale in Parma gli Ecclesiastici fre– quentano i pubblici Teatri, e un altro abuso che non puo essere ignorato dal Pastore. Egli pero non lo stima tale, avendo in uno de' suoi Indulti canonizzati i divertimenti del Carnevale 21 • Ci vanno dunque col suo passaporto e le sue dottrine servono loro di carta di sicurezza... La divisione della Corte, e l'assenza de' Principi dalla Citta capitale produce negli animi del pubblico una sensazione disgustosa e nelle borse uno scapito notabile 22 • Tutti deplorano questo incon– veniente, ma nessun zittisce e forse il Principe vive in buona fede; ora se il Pastore come e suo preciso dovere, gli dicesse con quel rispetto che si deve, come diceva il Battista ad Erode: Non licet tibi questa cosa, Non licet tibi quest'altra: non e da dubitarsi, che vi porrebbe rimedio... La politica condiscendenza usata da questo Pastore verso gli exgesuiti introdotti dal Principe ne' loro antichi Collegi, e restituiti 1• Né merita maggiore considerazione un Promemoria riservato, ms., del tempo ·francese (in Carte Moreau de Saint-Méry, Culto, ASP), il quale registra tra gli abusi piu frequenti e rilevanti del ducato di Parma: la mancanza della spiegazione del vangelo nelle parrocchie di citta; il cattivo metodo d'istruzione del clero, limi– :tata alla sola filosofia morale o quasi; le eccessive spese in dolciumi e rinfreschi per 1e vestizioni e professioni delle monache; il seppellimento dei cadaveri nelle chiese; la troppo precoce professione dei regolari, sia maschi che femmine, ecc. ecc. 20 E' bene sapere che in Parma le chiese e gli oratori ufficiati con regolarita -erano ben 85. Relazione cit. del 1791, fl.'. 9-10. 21 Indulto del 1795, in Op. compl. III, 88-89, 22 lndi si lamenta che non risiedesse in Parma un ministro ed evitare cosl viaggi lunghi e dispendiosi per recarsi a corte in caso di bisogno. Riflessioni I, 22.

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