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282 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! ro, all'amministrazione dei ·sacramenti, al governo, insomma, del suo gregge, E tutto questo in un tempo in cui l'alto clero italiano nella maggioranza non oltrepassava la mediocrita 15 e molti ve– scovi, di idee mondane o estranee alle occupazioni puramente re– ligiose, prendevano troppo. poco sul serio il loro ufficio pastora– le1ª. E se anche l'episcopato del Turchi fu sovraccarico di preoc– cupazioni e sollecitudini politiche, o comunque temporali, cio fu in stretta connessione colla posizione religiosa, sociale e politica da lui occupata nel piccolo ducato parmense a flanco di don Fer– dinando di Borbone. Ma .anziché sottrarsi per questo agli ob– blighi pastorali, egli vi si dedico con tale ardore che riesce diffi– cile, particolarmente per gli anni tra il 1789 e il 1795, tracciare un quadro della sua quotidiana attivita 11 . D'altronde, per ragio– ni assai ovvie di spazio, sarebbe anche in gran parte superfluo f ermarci a investigare nei dettagli ogni aspetto di questa ope– rosita apostolica. Ci limiteremo pertanto a toccarne alcuni tra i piu significativi e d'una importanza non solo strettamente re– ligioso-pastorale, ma ancora civile, riservandoci pero, di trattare piu avanti della resistenza opposta con la predicazione all'inva– denza dello spirito giacobino in diocesi e in Italia, che insieme alla lotta ingaggiata contro il giansenismo costituisce uno dei pilastri fondamentali dell'attivita episcopale del Turchi. Tuttavia, prima di tracciare il panorama di questa azione pastorale, crediamo opportuno accennare brevemente alle accuse mosse dal Sopransi contro il governo del nostro vescovo 18 . E; 15 Senza pretendere di generalizzare, tale mediocrita pare data soprattutto dal fatto che a partire dal 1765, con Maria Teresa, Giuseppe II, Leopoldo di Toscana, Carlo III di Napoli, le dottrine regaliste pervadono tutta !'Italia (Savoia, Genova, Venezia, Modena, imitano infatti gli stati maggiori), accaparrando ai sovrani sem– pre maggiori ingerenze nelle nomine ecclesiastiche, consentendo cos1 agli stati la :formazione di un episcopato spesso piil ligio alle corti che sottomesso a Roma. Cio fin1 per imprigionare la Chiesa italiana, togliendo ai vescovi l'apostolica liberta d'azione e di parola. Ma anche l'illuminismo contribui a laicizzare il pensiero e disseccare le vene dello spirito apostolico. Con la scomparsa di un S. Leonardo da Porto Maurizio (t1751), di un S. Paolo della Croce (t1775), di un S. Alfonso de' Liguori (t 1787) scompaiono gli uomini che piu si erano distinti nell'Italia del Set– tecento per volanta d'azione apostolica. 16 Non sembra, pero, che per !'Italia debbano prendersi in modo assoluto le conclusioni del JEM0L0, Il giansenismo in Italia, 409-410, mentre ci sembrano un po' troppo ottimiste, almeno per la seconda meta del secolo assai distinta dalla prima, le prospettive di MET0DIO DA NEMBR0, Sentimento religioso nell'Italia del '700, 33-53; IDEM, Gaetano Migliorini, 3-29. 17 Anni in cui attende contemporaneamente alla visita pastorale, alla edu– cazione di quattro principi, alla composizione delle celebri omelie, senza tuttavia trascu'rare né lo studio privato, né il disimpegno personale d'ogni afl'are diocesano d'una certa importanza. Cf. anche G. SCUTELLARI, Orazione funebre, L-LI. In parti– colare, le omelie e l'impegno educativo richiedevano sutdio assiduo e tranquillita, tanto piil che le prime erano destinate alle stampe, e ai principi, data la loro eta, doveva impartire ormai una formazione culturale superiore. II celebre Bossuet quando fu nominato precettore del Delfino, rinuncio al vescovado di Condom cre– dendo di non potere unire insieme i doveri del vescovo con quelli di precettore. Vedi su questo le Riflessioni I, 85-88 del Sopransi. 18 Accuse raccolte dopo 10 e 12 anni d'episcopato del Turchi. Cf. Riflessioni I, 40.

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