BCCCAP00000000000000000001361

280 ATTEGGIAMENTI PASTORAL! di Perugia, Alessandro Maria Edoardi (1776-1805), dal lung<> episcopato pieno di molteplici attivita 4 • La diocesi di Parma non era, del resto, tra le piu piccole e· delle meno importanti delle diocesi italiane. In una superficie di circa 2.100 Kmq., nel 1788 abbracciava 349 parrocchie, delle quali 30 in citta, che a quel tempo, secondo una deposizione di Cipriano Celleri, pare si aggirasse sui 40.000 abitanti, distribui– ti in circa 5.000 abitati5, mentre, secondo il Turchi, la popo– lazione complessiva della diocesi eccedeva le 200.000 anime 6 • Giu– ridicamente la diocesi nel 1583 era stata assoggettata da Gre– gorio XIII alla chiesa metropolitana di Bologna e solo nel 1871> passera sotto la diretta dipendenza della Santa Sede; tuttavia gia nel secolo XVIII il vescovo di Parma si riteneva indipen– dente da Bologna 7 • Allora come oggi, la vita religiosa della diocesi gravitava. attorno all'antica cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta gia nel secolo IX e ricostruita completamente in pietra da taglio in magnifico stile romanico dal vescovo Cadalo 8 , e attorno alla mi– rabile piazza antistante coronata dal battistero ottagonale del- 1'Antelami iniziato nel 1196, dalla torre iniziata nel 1284 e dal. ducentesco palazzo vescovile 8 • La chiesa che il Turchi doveva governare era ricca di clero. E se questo non mancava di ombre, date soprattutto da monda– nita, da ignoranza e da mancanza di zelo 1 abbondava anche di forze sane e solerti nell'opera di vigilanza e di riforma per sal– vaguardare il patrimonio della fede, tener desta la pieta e conser– vare la bonta dei costumi 10 • Gli ordini e gli istituti religiosi vi erano rappresentati assai largamente. Nella sola citta si conta-• vano 15 famiglie regolari, 18 monasteri femminili, 11 conser-· vatori, 19 confraternite secolari, tre ospedali, una congregazione 4 MET0DI0 DA NEMBRO, Sentimento religioso nelT:ltalÚJ, del '700, 39; IDEM~ Gaetano Migliorini da Bergamo, 11. • Arch. Vat., Proc. Datariae, 162 (1788) f.182. 6 Relazione sullo. stato della diocesi inviata alla Congregazione del Concilio– in data 23 sett. 1791, f.18. Roma, Arck. S. Congr. del Concilio: Parma, Visite. 7 Arch. Vat. Proc. Datame, 162 (1788) f.182. 8 Vescovo di Parma dal 1045 ca. e poi antipapa col nome di Onorio 11 (1061-72)– Cf. E. BAIX, Cadalus, in Dict. kist. ecclés. X, 53-99. 9 L'episcopio era pero stato adattato allo stile barocco durante il governo del. Marazzani. Cf. L. TESTI, Il Palazzo Vescovile dí Parma e i suoi restauri, in Aurea. Parma 4(1920) 333. 10 11 Turchi si mostra sempre discretamente soddisfatto del suo clero, e ben– ché riconosca che alcuni « o furono intr,usi per forza, o cercaron di entrare nel clero per goder del suo patrimonio » (cf. Op. compl. 1, 28-29: del 1789), tuttavia di– chiara che « non lascia e di vegliarli, e di contenerli, e di amareggiarli nello stesso• lor traviamento ». (Op. compl. 111, 106-107 del 1795). Cf. anche Op. compl. 11, 72-73, del 1792; 111, 106 del 1795. Cosl. nella Relazione sullo stato della diocesi del dicem– bre 1794 notava: « Illum ipsum quod olim [nella Relazione del 1791, f.15] cum ve– ritate asserere potui, cum voluptate nunc repetam: Clerum nempe saecularem Par– mensem esse inter dociliores docilissimum, bon.is moribus imbutum, et ad ecclesiasti– cas functiones summa pietate, religione, et decore peragendas addictissimum, ex quo– fit, quod per quam raro subrepat abusus, vel scandalum, quod potentiore indigeat. remedio». Arck. S. Congr. del Concilio: Parma, Visite, Relazione del 1794, f.lOv.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz