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TURCHI E IL GIANSENISMO ITALIANO 277 grato francese per insinuare in esso pensieri e massime piu con– formi alle dottrine romane 223 • Nelle accademie piemontesi, nella Conversazione Sampaolina, fondata nel 1776 dal conte Emanuele Bava di S. Paolo, alla Societa Filopatria, fondata nel 1782 dal conte Felice di S. Martino, agli Unanimi, ove si formava la nuo– va coscienza etico-politica italiana e si sospirava il «nos t ro i 11l minen te riso r gimen to » , si leggevano avidamente le omelie del Turchi per vedere confutate da quella « s e m p 1i cita l ibera e s chie t ta » , le massime dei falsi cristiani, e per udire la sua voce potente e fremere ascoltando il paragone tra la vera carita cristiana e la « e ar ita fil os o f i ca» del se– colo, tra il celibato ecclesiastico e il celibato di libertinaggio 224 • Del resto, l'importanza storica degli argomenti trattati dal Turchi balzano agli occhi di chiunque faccia anche solo superfi– cialmente una comparazione tra gli avvenimenti del secolo e gli assunti svolti dal vescovo. Ecco i titoli di alcune tra le piu diffu– se omelie degli anni 1790-1795: 1790, Sopra la necessita del culto esteriore, Sopra i consigli evan– gelici; 1791, Sopra la lettura dei librí, Sopra íl rfapetto dovuto alla cattolica chiesa; 1792, Sopra i beni temporali della cattolica chiesa; 1793, Sopra la liberta cristiana, In difesa della vita contemplativa, Sopra l'eguaglianza evangelica; 1794, Sopra la pace, Sopra l'amore di novita, Sopra le autorita; 1795, Sopra i minístri del santuario, Sopra il parlare in materia di religione, Soprr' 1 a tolleranza in ma– teria di religione 225 • Nel 1796 l'arrivo dei francesi in Parma distoglieva il Tur– chi dal recitare l'omelia importantissima Sopra ü secolo diciotte– simo che si chiama secolo illuminato, preparata per la Pentecoste di quell'anno. Negli anni appresso egli si limitera a pubblicare brevi indulti, sospendendo la stampa delle omelie. Ma quando negli anni 1799-1800 riprendera nuovamente a dare al pubbli– co qualche altro opuscolo pastorale di maggiore stesura, come se nel frattempo nulla fosse mutato in Italia e in Europa, egli riscuotera ancora lo stesso successo dei primi anni di episco– pato. L'omelia Sopra l'influenza. delle vestí su la morale cristiana, recitata per i Santi del 1800, in un anno circa ebbe tre edizioni a Parma, tre a Venezia, una a Firenze, Assisi, Siena, Rimini, si vede o non vuolsi vedere essere questa la via piu breve per non avere religione nessuna' [ Omelia dei Sant?'., 1791: Op. compl. II, 22]. Casi questo stimatissimo Pre– lato, il quale essendo come Monsignor Ricci Vescovo Assistente al Solio, non solo non iscredita, ma venera e fa venerare i Decreti che partono da que] Solio al quale egli assiste, quindi ne promuove l'esecuzione con non minore zelo di quello che non adoperi M. Ricci per far eseguire i Motu propri del Trono Etrusco! ». Cf. F.E. GUASCO, Dizionario ricciano e antiricciano, 2 ed., Vercelli, Panialis, 1794, 308- 309; vedi anche, 118. 207. 355. ecc. 2 "' Cf. SAVIO, Clero francese, 293-294. 224 Cf. Biblioteca oltramonta,na, 4(1789) 105; 12(1789) 296; 5(1790) 235; 4(1792) 122-128; 1(1793) 23-28; 241-246. 225 Cf. FELICE DA MARETO, Biblioteca, 32-57.

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