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390 SERVUS GIEBEN coro dei frati, immediatamente dietro l'altare, addosso ad esso: In molti conventi, lo si vede ancora, anche se la sua funzione originaria è ormai del tutto dimenticata. La sagrestia era un luogo privilegiato del convento. Per motivi religiosi piu che per ragioni igieniche, tutte le sue suppellettili, vasi, biancheria e persino le scope, dovevano essere separate dall'arredo in uso per gli altri ambienti della casa. In particolare, il bicchiere dell'amido per dar la salda alla biancheria e il catino per impastare il pane azzimo delle ostie non potevano essere di quelli comuni della cucina. Essi dovevano essere riservati per il solo uso della sagrestia 67 • Secondo l'antico regolamento della provincia di Lione, ogni sagrestia doveva avere un libro con l'inventario di tutti gli arredi sacri presenti, registrati secondo ordine e numero 68 • Durante l'inverno, di buon mattino, il sagrestano accendeva delle legna nel braciere a trep1>iede e quando smettevano di fumare, portava i carboni nella sagrestia a conforto dei sacerdoti che si prestavano a celebrare le prime messe. Dopo la messa i carboni servivano ad essiccare i purificatoi umìdi 69 • Per questo motivo il sagresta– no era avvertito che "abbia sempre il suo acciarino in cella, acciò stia piu caldo e di subito batti il fuoco" 70 • Egli disponeva anche d'un proprio 'orologio a polvere' per poter accuratamente suonare con la campana l'inizio e la fine dell'ora di meditazio– ne7t. Uno dei compiti principali del sagrestano era di tener in ordine e ben pulito tutto l'arredo liturgico. In sagrestia non doveva quindi mai mancare la liscivia, 67 "Sacrista vasa et scopas et utensilia omnia ac linteamina separata habeat ab iis, quibus utuntur per domurn; habeat etiam poculurn ad faciendam amylam et catinurn ad componendam massam farinae pro hostiis compingendis, separa tam ab iis quae habentur·in culina". Ippolito da Bergamo, Caeremo11iae et obseroa11tiae, f. 69r. 68 "Qu'il y aye un livre à la sacristie dans !eque! tous les linges et omements de la sacristie seriont fidèlement invantoriés par ordre e par nombre". F.ég !e,nent s11rks coust1fmes et cérimo11ies des Capuci11s..., Marseille 1871, 87 e 90. 69 "Hiemali tempere ante primam carbones in tripode extra sacristiam subdio succendere et succensos in sacristia collocare, ut et qui antelucanas Missas celebrant, eorum beneficio uti possint, et purificatoria calicum extersione madida exsiccari queant". [Zaccaria Boverio da Saluzzo], De sacris ritib11s, 31-32. Anche il regolamento di Lione raccomandava la stessa cosa: "Il seroit bon, quand en hyver... il y eut une trape de feu de charbon dans la sacristie". Réglement, 92. Nel Museo Francescano di Roma è conservato un tale braciere in rame con supporto, ornato con i busti dei santi Francesco e Antonio e con l'iscrizione "SAGRESTIA CONVENTO DI SAN ANTONIO" ( inv.nr . 0048). 70 Bartolomeo da Bologna, Modo d'inçaminare i novizi, in I.frati capp11cci11il, n. 1467, p. 1449. 71 "Ad ipsum quoque pertinebit signurn campanae pro oratione mentali, ut nostri moris est, suo tempore dare. Horologium pulveris apud se servare et, eh\pso horae spatio, iterum signo campanae orationis tempus decursum significare". [Zaccaria Boverio da Saluzzo], De sacris ritib11s, 26-27.
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