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386 SERVUS GIEBEN e fiori non doveva impiegare troppo tempo e certamente non comportare spese inutili 44 • Durante l'esercizio delle Quarantore e del Giovedi Santo, l'esposizione dell'Eucarestia e la preparazione del Sacro Sepolcro davano occasione ad uno speciale addobbo. I frati si sentivano a ciò incoraggiati dal Testamento di san France– sco, ma anche dalla necessità di manifestare la propria fede, specialmente di fronte agli eretici che negavano il nùstero dell'Eucarestia 45 • Era d'obbligo una certa mode– razione, perché "la nostra santa povertà non vuole che si serviamo di razz~ tapeti, padiglioni e sinùli" 46 . In Belgio e in Francia erano necessarie istruzioni specifiche per proibire apparati eucaristici eccessivi, che impiegavano arazzi, tappeti, panni preziosi, pitture, vasi ornamentali, presi magari in prestito da anùci e, alle volte, restituiti con vergogna, perché rotti o danneggiati dal calore e dalla cera delle candele 47 • Secondo il regolamento della provincia Lionese, l'assetto ornamentale non doveva superare l'altezza del tabernacolo, di modo che la parte principale dcll'ancooa rimanesse sempre visibile 48 • Nelle feste solenni con l'esposizione del Santissimo, come ornamento dovrebbe bastare l'apertura e l'estensione del padi– glione che ordinariamente ricopriva il tabernacolo, aggiungendovi un paio di an- 44 "Non si perdano !'orazioni e che non si consumi troppo tempo in far tingere delle carte per far rosette e fiori. Onde ne vengono molte ciatlarie; tra i giovani novizzi ne nascono tall'ora delle invidie e dei disgusti... E per mostrarsi vie piu zelanti e diligenti, alcuni di loro vogliono anco far spendere danari in simili minucie, il che non se li'permetta di poter fare, se non con gran difficoltà e con licenza del padre provinciale". Bartolomeo da Bologna, Modo d'ùrcami11ari i 11ovi:[j in I frati ,app11cci11iI, n. 1426, p. 1433. 45 "Cose di seta e oro a noi non sono lecite, eccetto il padiglione del SS.mo Sacramento, si per quello che di ciò ne dice san Francesco nel Testamento, si anco per confusione degli eretici, i quali sprezzano questo divino Sacramento". Giovanni Maria Bruno da Tusa, Exposi:rjone de la Reg1fla di Frati Minoripermodo di sem/01re, in I frati capp11cci11i I, n. 838, p. 857. 46 Bartolomeo da Bologna, Modo d~'trta1Jri11m? i 11ovizj, in I frati cappum'triI, n. 1425, p. 1432s. •1 "Et sepu1chrum... fiat simplex de iis quae fratres domi habent et per seipsos possunt adaptare, praeter tapetes ve! pannos nigros ad cooperiendos parietes. Nec umquam procurent a saecularibus conopaea quae super lectos saeculari.um manent, nec pannos inauxatos, nec imagines, nec vasa et eiusmodi, quandoquidem fratres saepius cum eorum magna confusione et indignatione saecularibus restituaotur ve! combusta ve! fracta aut oleo seu cera sordida". Ippolito da Bergamo, Ca,rrmo11ia, ,t oburwmlia,, 27r-v. 48 "Nous désirons que tous !es plus grands adiancements de l'autel pour l'ordinaire ne pas– sent pas la hauteux du Tabernacle à ce que touiours on puisse voir la principale partie du ta– bleau". Rigkmmt mr /es romtr1me1 etcérémo11ier dei Cap11ci111 de la province de 0•011 de St. Bo11a11et1ttm... nra11111mtdr, XVIJ, sièck, Marseille 1871, 95. Queste usanze della provincia di Lione furono fissate nel 1646.
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